12/08/2016

A segno nel Città di Cesena "D'Artagnan" Vp Dell'Annunziata intervistato da Amario

V.P.Dell'annunziata

di Mario “Amario” Alderici – Bella vittoria di Tamure Roc nel Città di Cesena nel preferito percorso da seconda in  corda perfettamente interpretata da “D’Artagnan” (al secolo Vincenzo Pisquoglio Dell’Annunziata, pluridecorato driver napoletano 42enne). Nel precorsa era apparsa enorme la fiducia di Vincenzo che aveva detto che nel caso fosse andato davanti avrebbe potuto anche giocarsela da leader. 

D'Artagnan in corsa

Vincenzo, poi invece quando si è presentato Temon Your hai mandato via, come mai?
La Tamure Roc dell’altro giorno avrebbe anche potuto giocarsela in testa, ma il suo schema preferito resta quello di rimessa; quindi dopo la gran partenza quando ho visto presentarsi Temon Your Sm la decisione più saggia è stata quella di mandarlo via, anche perché ero certo che l’allievo di Smorgon mi avrebbe portato fino in retta”.

In uno schema che vi aveva già visto vincere in coppia ma nei centrali, ora è molto progredita mi pare.

Sì, è una cavalla semplice, Tiberio Cecere che la allena è riuscito a migliorarla giorno per giorno, ora vive in paddock e senza ferri come sabato ha raggiunto il miglior rendimento”.

Fino al vertice della generazione.
Sì, Timone Ek a parte credo che se la possa giocare ad armi pari con tutte le T, soprattutto (data la sua velocità iniziale) in pista piccola e sul miglio, anche se è una cavalla che si adatta a tutto e abbiamo vinto anche sui 2600 metri; quando una cavalla è al meglio riesce a fare cose anche contro attitudini”.

Passiamo a te. Raccontaci della tua carriera, figlio d’arte con padre “papà Salvatore” (cit Salvio Cervone) hai iniziato a guidare giovanissimo.
A 19 anni, la prima corsa con Playmaker, arrivai quinto. In quel periodo facevo il militare, mio padre mi dava partente quando c’erano le corse allievi e allora tornavo in Campania per guidare senza conoscere bene il cavallo affidatomi e gli avversari; guidavo spesso cavalli problematici o con poche chance, quindi nelle prime corse i risultati furono scadenti”.

Il 24 febbraio 1994 il primo centro, a sorpresa con il numero 11, fu una giornata particolare, gioia e dolore.
Tantissime emozioni in un’unica giornata; mio zio Carmine mi affidò Mandante ad Aversa e in una bellissimo duello in un arrivo a fruste alzate contro un favorito guidato da Raf Palomba riuscimmo a prendere la meglio. Mio nonno Vincenzo era in coma da una settimana, dopo il primo successo della mia carriera tirò un sospiro e morì. Così in poco tempo son passato dalla gioia per quel primo successo insperato al dolore per la perdita del nonno che era un commerciante di cavalli e da piccolo mi portava con la carrozza di legno per i vicoli di Napoli”.

Dopo quel primo successo e un po’ di gavetta si aprirono le porte della notorietà con il successo nel Campionato Allievi.
Vinsi con Rio Mav a Garigliano quel Trofeo che dava la wild card per partecipare al Campionato Guidatori dell’anno successivo; nel 2000 a Montegiorgio me la son dovuta vedere con i migliori, c’eran tutti, Gubellini, Bellei, Andreghetti, eccetera ma alla fine riuscii a vincere io, e sono tutt’ora il più giovane vincitore del Campionato, avevo 26 anni”.

In seguito pur continuando a vincere molto (con una media stabile di circa 200 successi a stagione) c’è stata qualche annata senza cavalli di prima categoria.
L’ippica è così, poi nel 2006 mio cugino Giorgio D’Alessandro senior, che era appiedato, mi chiese di guidare nel Dante Alighieri For Kelly Park e vincemmo, dopo pochi giorni vinsi il mio secondo Campionato Guidatori”.

Altra grande annata il 2009 …
Il Derby vinto con Macho Gams con il numero 11 con grande rush a centro pista, una bella emozione; e fui in testa alla classifica guidatori fino a settembre, poi mi superò Enrico Bellei; quell’anno chiusi con 370 successi che in genere bastano per vincere il frustino d’oro, ma quell’anno non furono sufficienti”.

Un po’ di rammarico sento, ti piacerebbe vincere il frustino d’oro.
Certo, ovviamente senza assilli ma le sfide motivano”.

Nel 2009 hai vinto nuovamente il Derby con Olona Ok; quale dei due ti ha emozionato di più?
Due emozioni diverse. Con Macho era la prima volta quindi tanta adrenalina; con Olona tanta soddisfazione perché era una corsa difficile, ho saputo scegliere i tempi giusti, ero terzo in corda e vedevo che in sulky al favorito Obama Gar Enrico Bellei tentava di bluffare ma aveva poco in mano, così son venuto via in anticipo sfilando e prendendo vantaggio ad Occhione Jet per poi vivere sul vantaggio acquisito”.

Due volte a segno nel Derby, che gran premio ti manca di vincere?
Diversi, ma quello che vorrei vincere da buon napoletano è il Lotteria. Poi anche solo partecipare a una grande corsa internazionale, Elitlopp, Amerique o Hambletonian. Vorrei farmi un’esperienza internazionale, se capitasse una collaborazione non ci penserei due volte a fare valigia e emigrare, mi piacerebbe in America”.

Nel frattempo viaggi molto in Italia, dove lavori attualmente?
All’Ippocampus vicino a Bologna, ho una decina di cavalli che alleno personalmente. Tra i puledri ho discreta fiducia in Victoria Best che si è qualificata sabato con 600 finali in 46, non è un fenomeno ma dovrebbe diventare una buona cavalla da corsa; tra i 3 anni ho due buoni cavalli un po’ caratteriali, Ulena Del Rio che ha saputo vincere in 1.16 scarso girando scoperta a Cesena e che sto rispettando e Urlo D’Ete che si sta facendo onore nei centrali, oltre a Universal che è maiden ma è un cavallo utile che si piazza quasi sempre; tra i 4 anni Tom Ford Bi che nel 2015 si è piazzato in diversi gran premi, poi ha avuto problemi respiratori e ora è in ripresa. Poi collaboro con Battista Congiu che mi affida i cavalli in corsa, così come guido i cavalli dei Rocca allenati da Tiberio Cecere e quelli dei Biasuzzi allenati da Lagas, e tutti i sopramenzionati mi affidano sempre cavalli in condizioni smaglianti oltre al bel rapporto con loro che son tutti persone speciali”.

Preferisci allenare o guidare?
Entrambi. Guidare è una dote che credo di avere, ma allenare un cavallo è un lavoro che stimola molto”.

Il cavallo più forte che hai guidato?
Non lo so, domanda difficile, me ne vengono in mente tanti, il più potente Oropuro Bar con cui ho vinto il Galà a dicembre, problemi alle gambe ma gran motore; poi anche la stessa Tamure Roc con quella punta di velocità impressionante”.

Cavallo del cuore?
Da ragazzino ero innamorato di Inclito Jet, un cavallo che non andava granché ma a cui ero affezionatissimo, andavo in scuderia e ci parlavo; mio padre lo mandò al mare dove non potevo vederlo e mi spiegò che nel nostro lavoro non possiamo affezionarci troppo ai cavalli perché vanno e vengono. Da guidatore sono rimasto legato a Diavolone Luis, anche lui non un primaserie,  ma ha vinto più di 50 corse, fino a 12 anni quando vinse ancora i centrali trottando da 1.13”.

Il cronista Salvio Cervone ha affibbiato a quasi tutti i driver napoletani un soprannome, il tuo è D’Artagnan, perché?
Per il pizzetto e per il mio modo di muovere la frusta come uno spadaccino. Però volevo precisare che non sono uno che frusta molto, anche perché lo ritengo controproducente, più che altro è scena (‘na sceneggiata napoletana) nel mio modo di comandare e di far rumore frustando molto sulle stanghe del sulky e sui cerchioni delle ruote”.    

Hai degli hobby extraippici?
Mi piacciono un po’ tutti gli sport, giocare a calcetto o a tennis. Poi sono un uomo di mare romantico e mi piace (quando gli impegni ippici me lo consentono) andare all’isola dell’amore, Capri, con la mia compagna Angela Capuano”.

Angela Capuano che abbiamo visto in pista tra gli allievi, piuttosto brava vero?
Sì, poi viene dall’esperienza nei maneggi e ha scelto questo sport per la grande passione verso il cavallo; questo è uno sport che riesci a farlo bene se ti piace molto e se sei nato con i cavalli nel sangue”.

Vedremo tra gli allievi anche i tuoi 3 figli o per loro vorresti un futuro non ippico?
Li lascio scegliere di fare quello che si sentono. Chi guiderà sicuramente e farà il corso allievi a settembre è il secondo, Carmine, che lavora con Holger Ehlert; il maggiore Salvatore ha finito gli studi e sta lavorando in una pizzeria, in futuro però vorrebbe fare il gentlemen, vedremo; il piccolo Lorenzo ha 12 anni e avrà tempo con calma di decidere del suo futuro”. 



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