01/09/2016

TOMMASO DI LORENZO, un capolavoro in TUSCANIA, l'intervista di Amario

Tommaso di Lorenzo

di Mario “Amario” Alderici – Bella vittoria nel Città di Follonica di Tuscania Pal, una cavalla davvero eccezionale che sa fare tutto, portata al successo con tattica da manuale di Tommaso Di Lorenzo che l’ha fatta partire a tutta dall’8 incurante dei 2200 metri per poi mandare via e tornare a prevalere in retta. Complimenti Tommaso!
Grazie; ero certo che Tuscania potesse saltarli tutti in partenza, anche perché sui 2200 nella pista dei Pini si può rischiare facendo partenza a tutta perché l’avvio è in leggera salita quindi i cavalli non tendono a cercare peso, c’è tempo prima che arrivi la curva che poi è ampia, non ti fa cambiare la figura, così mi son lanciato a tutta dal largo, conscio che andare davanti sarebbe stato nelle corde di Tuscania”.

Poi hai mandato Temon Your; qualcuno dice che Tuscania corre meglio sotto: è per questo che hai lasciato sfilare Temon oppure, come peraltro ha già dimostrato, la figlia di Nad Al Sheba sa vincere in ogni schema?
E’ una cavalla completa, parte forte con tutti i numeri, può avere l’1 o l’8, poi al 7 c’era Taylor Roc che parte il giusto, quindi la mossa è stata più semplice; quando ce l’ho giusta, al top, come l’altra sera posso andar davanti con tutti i numeri. Dopo aver strappato dal largo per andare davanti ho visto Temon e, su una pista come Follonica, mi è sembrato normale lasciarlo sfilare; è vero che sa agire in ogni schema ma quando va davanti non la passano, quando è al top come l’altra sera in testa è quasi imbattibile”.  

A chi dedichi questo successo.
A mio padre che ha compiuto 70 anni il 19 agosto”.

Vittoria che conferma il gran valore della cavalla.
Sì, Mauro Baroncini e Maurizio Milani la tengono in grande ordine, anche nel Carena stracorse, purtroppo c’è stata una partenza sfortunata e forse da richiamare, nonostante il percorso allo scoperto è in lotta fin sul palo per la vittoria. Stavolta invece vince a Follonica in una pista estremamente selettiva e veritiera, che premia i cavalli davvero forti, e Tuscania è la cavalla più forte che ho mai guidato insieme a Sweat Ok. Con Sweat  avevo vinto 3 gran premi consecutivi (Cacciari, Città di Napoli Filly e Nazionale Filly) poi si infortunò nel Campionato Femminile. Tuscania ha colmato il vuoto lasciato da Sweat”.

Tra i maschi altri ottimi cavalli con cui hai vinto le classiche.

Mack Grace Sm con cui ho vinto il Palio dei Comuni e il Renzo Orlandi e sono andato vicino a centrare il Lotteria (terzo dopo aver vinto in batteria), che peraltro è un gran premio che mi manca e spero in futuro di vincere; poi Looney Tunes, in coppia con il quale ho centrato il bersaglio nel Freccia d’Europa e nel Galà Internazionale”.

 

Raccontaci di te. Sei nato in una grande annata, il 1971, anno che ha dato alla luce grandi driver e grandi giornalisti ippici (per chi legge, indovinate un po’ in che anno è nato Amario …, ahahah). Come e quando sei entrato nell’ippica?
Sono di Palermo, quindi sin da bambino andavo alla Favorita con mio cugino Tony Porzio e ben presto ho iniziato a lavorare con mio zio Giuseppe Porzio, ed è stata una grande scuola, così come ho imparato tanto guardando le maestrie di Biagio”.

Quando hai iniziato a correre?
A 20 anni, la prima corsa con Ilopez e vinsi. Fu una grande soddisfazione perché Ilopez era un cavallo di buona genealogia (figlio di Sharif Di Jesolo), che però trottava il giusto per passaggi molto limitati e si “bastonava” molto le ginocchia, mio cugino Tony riuscì a rendere la sua meccanica più fluida e me lo affidò al mio esordio; era una corsa con i nastri, son riuscito a prendere bene i tempi tra i nastri e sono andato davanti, la retta è stata sofferta perché era un soggetto con grossi problemi di passaggio e non lo potevi comandare perché altrimenti sbagliava, gli davo la voce e siamo riusciti a respingere di un soffio il favorito. Una grande soddisfazione vincere al debutto con mio padre che faceva il tifo in tribuna”.

Poi ti sei trasferito al centro (Roma, Bologna, Migliarino Pisano) e infine al nord.
Sì, in ogni posto in cui sono andato ho sempre cercato di imparare qualcosa, allenare, ferrare, eccetera. Poi ho scelto di concentrarmi a fare il catch driver, perché non si può fare al meglio le due cose, ma allenare mi piace e cerco di carpire i segreti dei grandi trainer. Sono stato 3/4 anni in Toscana con Lucio Colletti che è un grandissimo allenatore (uno dei migliori a livello nazionale se non europeo) e vincemmo la classifica tris con i successi di ottimi trissaroli come Maier, Ippolito Jet, Istler,  Yankee Doodle, Eastwood Om, Indù Jet, eccetera. Con Lucio siamo rimasti in ottimi rapporti. Da aprile 2012 sono a Milano e sono prima guida per Mauro Baroncini con il quale abbiamo vinto tanti gran premi, tipo il Mangelli Filly con Primula D’Esi oltre ovviamente quelli già citati con Tuscania e con SweatA Milano mi trovo bene (anche perché con la crisi ippica avevo bisogno di trovare un punto logistico dove muovermi meno con minor aggravio di spese e guidare in ippodromi abbastanza vicini come Milano e Torino), però un po’ la Toscana mi manca perché avevo trovato ottimi amici che conservo e amo le località toscane, la bellezza di Firenze e il mare di Viareggio e Forte Dei Marmi”.

Ci sono periodi in cui guidi spesso nei gran premi e altri meno.
Dipende dai cavalli in scuderia, in genere guido quelli, le guide dei catch dipendono anche dai manager di scuderia che a seconda dei periodi si affidano a un ristretto numero di guidatori. Io faccio il mio, credo di non essere secondo a nessuno”.

Come allenatori oltre che per Baroncini stai guidando anche per Rantanen.
Sì, ed è un piacere lavorare con questi trainer preparati e che mi danno fiducia”.

I tuoi pregi?
Il pregio credo sia che riesco a capire subito un cavallo nel momento in cui lo attacco e so adeguarmi ad ogni soggetto usando a volte la mano leggera e a volte la mano forte”.

Hobby?
Sono uno sportivo, mi piace fare attività fisica, nuoto e footing”.

Desideri?
Spero che l’ippica guarisca, ora è un’ippica malata, si parla da anni della riforma ma non viene fatta. Bisognerebbe aumentare il payout, tornare alla vecchia tris una o due volte alla settimana, con handicap come erano una volta, sempre con i nastri equilibrando le chance dei cavalli in pista, poi siamo l’unico sport che non ha pubblicità”.

Speriamo in un’ippica migliore, alla prossima intervista, lasciaci con un tuo sogno.
Il sogno di ogni guidatore è vincere il Derby. Preparati a venire a Roma a intervistarmi perché , non so quando e non so con che cavallo, ma io i miei sogni li realizzo e io un giorno il Derby lo vincerò!



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