09/09/2016

HOLGER EHLERT Über Alles, storia di un tedesco speciale, intervista di Amario

Holger Ehlert e Roberto Vecchione

di Mario “Amario” Alderici – Quasi 5mila corse vinte da allenatore, è anche quest’anno il “Re dell’estate”, è lui, Holger Ehlert a segno in due dei tre gran premi nel centenario di Montecatini, nel Nello Bellei con Telecomando Ok (con accoppiata per Holgerone con il secondo con gran finish a sorpresa di Tenerife) e nel Città di Montecatini con l’uno – due di Ringostarr Treb ripetutosi in grande stile nel Campionato Europeo.

Holger Ehlert e Mario Alderici
Holger, che Ringostarr andava forte l’abbiamo sempre saputo, ma quest’anno vola.
Dall’anno scorso a dire il vero vola, ha vinto la batteria dello Sweden Cup in 1.10.4 e la finale in 1.11.3, poi si è infortunato dopo il Turilli ma si è ripreso alla grande; l’ha aiutato anche l’allenamento in Svezia da Wim Paal, dove io mi recavo una volta alla settimana, con il training in salita che ha contribuito a tonificare la grande massa muscolare di Ringo, con il quale ora affronteremo la trasferta in America per l’International Trot a cui è stato invitato”.
Eri molto fiducioso per il Campionato Europeo.
Sì, credevo di vincere, ero sicuro che in questo momento Ringostarr fosse un po’ più forte degli avversari; però nel race off quando è compresso in corda e sbaglia mi son detto: abbiamo perso; poi sulla penultima curva quando ha spostato mi son detto: forse ce la fa ancora, una speranza che è diventata realtà sulla piegata finale perché ha apparigliato Peace e, con tutto il rispetto per Peace che è una grande cavalla, Ringostarr è più forte di lei”.
Il brivido dell’errore sulla prima curva dovuto al fatto che Peace Of Mind scende senza toccarlo ma costringendolo con la ruota sinistra all’interno dei paletti e a essere ripreso in mano; manovra al limite del regolamento ma, se avesse vinto, Peace non sarebbe stata distanziata non essendoci contatto; in sulky a Peace un altro grande driver che (insieme a Roberto Vecchione) è un catch che da tanti anni guida anche i tuoi cavalli; hai detto qualcosa ad Enrico dopo la corsa?
Sì, gli ho detto: sei Campione del mondo anche a dare le ruotate, perché dai la ruotata senza arruotarlo, mai vista una cosa così, sei numero 1 anche a dare le ruotate”.
Si è rimesso in un metro Ringo, bravissimi sia lui sia Roberto Vecchione.
Vecchione tutto perfetto, è molto freddo Roberto anche quando in corsa succede qualcosa di storto, Ringo è un Campione perché è un cavallo intelligente e questo fa la differenza tra i cavalli buoni e i cavalli superbuoni; lui è un cavallo superbuono, intelligente, anche come carattere lui è bravissimo, affettuoso e calmo, meglio del mio cane”.
Un race off tra i tuoi due driver preferiti, Roberto Vecchione e Enrico Bellei, quali sono i loro pregi?
Una cosa che è umana, anche in due persone che in corsa sono quasi computer, è che possono avere cali di concentrazione quando hanno qualche problema quotidiano personale o familiare; mentre di altri guidatori me ne accorgerei meno, ormai conosco bene Vecchione e Bellei, quando io parlo con loro nel precorsa capisco subito quando c’è qualcosa extraippico che non va, magari mascherano perché sono grandi professionisti ma io subito mi accorgo e dico a mia moglie: ohi ohi, oggi non al 100%; poi magari vincono lo stesso sopperendo con la classe a un piccolo calo di concentrazione”.
Ok, allora abbiamo cominciato dai difetti, invece i pregi dei due?
Devo dirti altre cose del loro peggio?
Chiedevo i pregi, ma se vuoi dire cose peggio allora accaniamoci su Vecchione e Bellei, massacriamoli come se non ci fosse un domani, ahaha!
Ah, tu detto pregio, io capito peggio, anche prima, io capito peggio, ahahah! Pregi per entrambi la freddezza e la grande professionalità, a loro non importa se è un Gran Premio o una corsa a reclamare, vogliono vincere, studiano la corsa, scambiamo opinioni sul cavallo, lo scaldano e in sgambatura capiscono il soggetto com’è quel giorno, loro sono come un calciatore che non fa differenza nell’impegno tra una partita di Champions League e un’amichevole, una gran forma di rispetto anche verso i proprietari e il pubblico; se ritardo a vestire un cavallo e non entriamo per primi in pista talvolta Enrico mi rimprovera perché lui vuole scaldare bene il cavallo in tutto il tempo della sgambatura. Li reputo i miglior guidatori in circolazione, infatti guidano per me!
Prerogativa di grandi guidatori quella di non fare differenze tra l’impegno nel vincere i gran premi e le corse di minima (diceva “Decione” Vivaldo: “Per me corse di milioni o di spiccioli è uguale, miro a vincere, i soldi e li honto dopo …”). Ti affidi anche a Davide Nuti di recente e al tuo second trainer Vincenzo Castiglia, ed entrambi stanno facendo molto bene con Nuti secondo con Tenerife e a segno con Voucher e Urania Spin e Castiglia che è in un magic moment anche con cavalli come Tomos D’Aghi che quando lo guida lui vince sempre.
Vero, Castiglia è con me da tanto, ora è in vacanza ed è venuto da me Nuti che ha qui alcuni cavalli suoi e mi dà una mano con i miei in assenza di Vincenzo, è una cosa temporanea ma mi affido volentieri anche a Nuti, serio e bravo”.
Molto cresciuto Vincenzo Castiglia, i suoi pregi?
Sì, è sempre in progresso, il suo peggio è che, ovviamente, ha meno esperienza rispetto a Vecchione e Bellei nei gran premi, quindi tatticamente può ancora sbagliare qualcosina nei grandi appuntamenti”.
Ma sì, massacriamo anche Castiglia con il peggio, ahah!
Ah, tu detto pregio, io ancora capito peggio, ahah. Pregio di Vincenzo come dicevamo è che migliora sempre, è un lavoratore e ha la testa e le mani per diventare bravo bravo”.
Ora arriviamo a te, il tuo background, come nasce ippicamente Holger Ehlert?
Sono nato nel 1964, mio padre era proprietario e a 3 km da dove abitavo c’era l’ippodromo di Gelsenchirken e io da piccolo, 4 – 5 anni, sempre andavo in ippodromo per passeggiare i cavalli, sempre visto che la mia vita sarebbe stata quella. A 16 anni divento artiere di Eddy Freundt (che vinceva tutti i frustini d’oro nell’epoca in Germania, poi ha iniziato Wevering), poi allievo guidatore e inizio a correre”.
Ti sei sentito subito più portato ad allenare o ti piaceva anche guidare?
Ho iniziato a correre a 17 anni, prima corsa nel 1981 con Vanatta e vinco facile (se guardi nelle foto di facebook che ho messo io c’è la foto del primo successo con Vanatta con i lacconi e il sulky lungo), poi altre tre corse da allievo sempre con Vanatta e sempre vinco; io pensato: 4 corse 4 primi, sono bravo! Invece no, Vanatta forte, Holger no grande guidatore, poi soprattutto venendo in Italia ho visto davvero i guidatori bravi e ho capito che mio mestiere era fare l’allenatore e non il guidatore”.
Arrivi in Italia con Wim Paal, come mai scegliete l’Italia?
Ho conosciuto Paal in Germania ed è nata un’amicizia e una collaborazione; avevamo un buon cavallo, si chiamava Meadow Spike; veniamo nel 1988 per correre l’Orsi Mangelli con questo cavallo che ritenevamo prontissimo per vincere, invece altro modo di correre, tutto diverso dalla Germania (in maniera più marcata allora di ora) e noi ultimi! Vinse Traffic Jam con Jan Nordin. Eravamo abbastanza spaesati, venuti con cavallo pronto e invece ultimi. La sera eravamo a un ristorante e abbiamo parlato con un signore italiano che parlava bene tedesco, lui ci ha spiegato come si corre in Italia, come si allenano qui i cavalli, eccetera; noi siamo rimasti affascinati e abbiamo deciso di provare questa nuova esperienza, così abbiamo affittato dei box a Soresina e siamo venuti in Italia”.
E piano piano vi mettete in luce, fino a che anno sei stato in collaborazione con Wim Paal?
Dall’88 al 94, poi 95 e 96 con Alfredo Pollini”.
E nel 1995 vinci il tuo primo gran premio a sorpresa (non eri ancora così conosciuto al grande pubblico), da outsider.
L’Allevatori Filly con Taylor Becky, con in sulky Alfredo dopo un mese dall’inizio della nostra collaborazione; sì, a sorpresa, ha pagato al totalizzatore 67 virgola 8”.
Pure la quota precisa ti ricordi, l’hai segnata nel quaderno dove annoti tutto.
No no, quella non segnata in quaderno, quella io ricorda, perché io non sono uno scommettitore ma vedevo che era troppo trascurata al gioco e io avevo tanta fiducia in Taylor, allora giocata 100 mila lire vincente!” 
E’ l’inizio di tanti gran premi vinti, tra cui il Derby 4 volte, in quale le emozioni più forti?
Con Echo Dei Velti è stato il primo, quindi importante; con Pascià Lest il più netto, me lo aspettavo, era il più forte; con Testimonial Ok il più inaspettato; le emozioni del dopoderby che mi han dato più emozione son quelle del Derby di Fairbank Gi tra i napoletani, gente di festa, calorosa, indimenticabile come quando Fairbank vinse di forza l’Orsi Mangelli”.
Testimonial Ok dopo il Derby non è più riuscito a vincere.
Però sta correndo bene di recente, nella generazione ha spesso trovato Timone Ek cresciutissimo, però va forte Testimonial e ho fiducia per il Continentale”.
Con le T hai fatto molto bene, Testimonial Ok il più forte o Telecomando Ok?
Testimonial sul doppio km e Telecomando sul miglio, si equivalgono, e al loro stesso livello Troja D’Asolo che manca al successo da oltre un anno più per sfortuna che per demeriti; un filo sotto due ottime cavalle come Tenerife, che ha vinto 2 filly ed è seconda finendo a bomba nel Nello Bellei, e Trilly Wind”.
A proposito di Tenerife, ha iniziato con il botto il suo fratellino, Voucher, sempre allevato dai fratelli Tommaseo del Golfo Dei Poeti, con stavolta incrocio tra Lerici e un altro loro cavallo storico in training da te, Mario Tommaseo.
Con un paio di fattrici riescono un anno sì e un anno no a produrre un ottimo puledro. Voucher diventerà un buon cavallo da corsa, se buonissimo non so, c’è ancora qualcosa da sistemare, quando lo comandi alza la testa, ma d’altronde lo faceva anche suo padre Mario Tommaseo; spero che cresca perché è un po’ piccolo fisicamente, vedremo e speriamo”.
Altre V che ti fanno ben  sperare?
Vanatta che è allevata da me e mia moglie e a cui ho dato il nome della prima cavalla con cui a 17 anni vinsi 4 corse in allievi e Valent Sf che ha esordito con un successo in 1.16.3. Poi ho qualificato due soggetti che al di là del tempo della qualifica sono già pronti a fare velocità come Vanni Indal (una figlia di Varenne qualificatasi in 1.19.7) e Very Windy (un figlio di Pascià Lest) che si è qualificato in 1.18.3 a Follonica facili facili e debutterà sabato a Roma”.
Tra i 4 anni, delusione per le prove di Torino.
Sì, tre buoni soggetti che però non hanno reso, specialmente Unicorno Slm, ma anche Upupa Rl e Utopia Luis non bene; aspettiamo il responso del veterinario”.
A proposito di veterinari, come sai io sono un rompipalle, quindi ti faccio la domanda che gli altri giornalisti (quelli buoni …) non ti fanno, sei rientrato da poco da una squalifica del doping …
Ok, quindi mi stai chiedendo pregio di Ehlert no peggio, come prima, allora pregio di Ehlert è …. Ahahah, no, a parte gli scherzi, mi sembra normale e giusto che del doping soprattutto in Italia se ne debba parlare perché c’è tanta confusione”.
Grande Holger, parliamo due minuti del doping senza nasconderci dietro ad un dito (che per me e te sarebbe anche fisicamente difficile star nascosti dietro a un dito, ahaha).
Bisogna distinguere due tipi di doping, quello al milkshake e agli ormoni e quello da cure veterinarie: se faccio una cura al cortisone e sbaglio i tempi di sospensione perché il veterinario mi dice di non applicare la cura del mio cavallo per 10 giorni e io (con un centinaio di cavalli in scuderia) mi sbaglio e mi do partente al nono, non posso essere messo in croce come chi fa cose dannose ai cavalli; io ascolto veterinario e faccio ciò che lui dice, poi se Ehlert sbaglia perché per errore dà partente il cavallo dopo 9 giorni anziché 10 oppure se veterinario sbaglia perché spiega male tempi di sospensione della cura ci può stare essere appiedati, ma non messi in croce per doping. Io ho avuto casi di doping sempre riconducibili a fare stare al meglio fisicamente il mio cavallo e a curarlo come da prescrizione veterinaria, mai per alterarne le prestazioni; tu Amario sei stato in scuderia mia e  hai visto come io e i miei collaboratori lavoriamo con i cavalli, chiunque può venire in scuderia a vedere i trattamenti che facciamo ai nostri cavalli, la nostra scuderia è aperta a tutti e possono venire anche a sorpresa, non abbiamo nulla da nascondere”.
Grazie Holger per aver risposto ad una domanda a cui non tutti si sarebbero prestati; hai parlato della tua numerosa cavalleria e dei tuoi collaboratori, quanti siete?
85 cavalli e 22 collaboratori, tutti bravi e fidati, con così tanti cavalli il merito di quando si vince è di tutto il team, Ehlert da solo sarebbe stato impossibilitato a raggiungere certi risultati senza aver dietro collaboratori bravi. E poi ho 10 fattrici, il primo prodotto è stato One Love e un cavallo da noi allevato (Sing Hallelujah) è vincitore classico; del nostro allevamento si occupa mia moglie Anne, fa tutto lei, dalla mattina alla sera”.
Conosciuta grazie ai cavalli vero?
Sì, infatti io devo ringraziare i cavalli per tante cose, una tra tutte che da 19 anni sto con una donna che era mia collaboratrice in scuderia e che non cambierei mai con nessuna al mondo, che amo oggi come il primo giorno di 19 anni fa”.
Anne che si occupa dell’allevamento, fa delle splendide foto in pista, un’ippica a tutto tondo come te.
No, lei di più, lei più matta di me per i cavalli”.
Avete una figlia, Charlotte, e da due genitori così non potrà che essere una ippica.
No no, lei i cavalli non li può vedere proprio, è gelosa dei cavalli, perché io e mia moglie in casa parliamo sempre di cavalli, allora Charlotte che ha 15 anni e, giustamente, ha altre passioni giovanili ne ha fin sopra i capelli. Però venendo in scuderia con me ha conosciuto il ragazzino, che tra l’altro è figlio di un guidatore e a breve farà il corso allievi, quindi credo che sarà costretta a sentir parlare ancora di cavalli, eheh”.
Rubo qualche domanda che ti aveva fatto in una precedente bella intervista Tiziano Cioni, quanti gran premi hai vinto e quante somme vinte han fatto i tuoi cavalli?
Quasi duecento gran premi. Somme vinte dai miei cavalli circa 50 milioni di euro; sono tanti soldi, non ci sono più perché tutti già spesi, ma erano tanti”.   
Hai vinto quasi tutto, le corse che ricordi con maggior soddisfazione e i cavalli più forti?
 “Tanti, dimenticherei qualcuno, di getto a memoria ricordo il Campionato Europeo 2009 con Algiers Hall perché quel giorno vinsi tutte le corse del convegno come allenatore e portai al race off due cavalli allenati da me,  Algiers e Irina; poi con Brads Photo grande emozione la vittoria nell’Olso Gran Prix in Norvegia, con Nesta Effe il Finlandia Ojo, oltre ovviamente ai gran premi vinti in Italia, ogni tanto riguardo da casa quelle corse registrate. I più forti forse Nesta Effe e Brads Photo, poi anche Algiers (scovato da mia moglie in America, piaceva a lei e l’abbiamo preso), Echo Dei Veltri perché l’ho avuto fin da puledro”.                                  
Una curiosità: Brads Photo partiva fortissimo, nell’Etruria ho visto un quarto iniziale in 25.7 (su una pista come Firenze dove i parziali sono reali) da parte di Telecomando Ok, chi partiva più forte Brads o Telecomando?
Nel complesso più forte Brads Photo perché più completo, ma come partenza sarebbe stata una bella lotta, dovendo scegliere tra i due direi Telecomando”. 
Il superattivo Gianluca Lami della Wave aprirà un centro di allenamento a Le Mans, tra chi trasferirà parte dei cavalli là anche tu?
Ne porterò una decina che andrò periodicamente a lavorare. Lami oltre ad essere un amico è un imprenditore ippico coraggioso di questi tempi, un grandissimo proprietario appassionato, in Francia e in Scandinavia hanno strutture migliori rispetto a noi”.
Il tuo futuro sarà in Italia, in Francia o in un altro Paese; come vedi la situazione ippica italiana?
Politicamente male, all’estero ci sono strutture più adeguate e all’avanguardia, l’Italia sta perdendo terreno, la vedo male per la classe politica, però resterò di base qui, sono in Italia da una vita e mi sento più italiano che tedesco, con la sola eccezione del calcio: quando c’è Italia – Germania tifo Germania”.
La tua ricetta per migliorare l’ippica italiana?
Molte cose, in primis fai bene quando ti batti e scrivi sempre del prelievo che grava sul movimento scommesse; il payout andrebbe adeguato a quello degli altri Paesi e degli altri sport, le quote son troppo basse e lo scommettitore alla lunga è costretto ad abbandonare; poi in molti ippodromi le strutture non sono adeguate e a misura di famiglia, fa eccezione Cesena dove c’è un bel parco giochi e i tempi tra una corsa e l’altra sono contenuti, iniziano ad esempio alle 21 e finiscono alle 23.30. Poi ci sono tanti problemi tecnici, ci vorrebbe serietà e professionalità dell’Ente nei pagamenti, poi dovrebbe essere omogenea e razionale la programmazione: a volte ci sono in tre giorni consecutivi in tre ippodromi diversi corse con chiamata per 4 anni non vincitori di 40mila, allora fanno tre corse da 5 partenti o poco più, poi per 20 giorni non c’è più una identica chiamata, in pratica una programmazione irrazionale. Io ho una cavalla, Trilly Wind, che vince nell’annata 52mila, guardavo ora i programmi e vorrei fare un centrale ma non ci sono i soldi negli ippodromi per fare centrali qualitativi e i clou delle riunioni son tutti con chiamate per non vincitori di 40 o 50, così o la devo fermare o devo farla correre nei gran premi in una categoria alla quale è un filo inferiore. In ogni caso resterò in Italia tutta la vita perché amo l’Italia e mi sento un italiano”          
Come allenatore sei quasi addirittura a 5mila vittorie, ormai ci sei, a breve si stappa e si fa festa eh?
Sono a 4.896, mancano 104, io segno tutto sul mio quaderno, sono a 4.896, a 5mila festa, Amario invitato”.
Come guidatore?
82 in Italia, circa un centinaio contando quelli in Germania”.
Altri hobby?
Il calcio, prima giocandolo, ora più guardandolo”.
Allora l’appuntamento a breve per rivederti da atleta in un campo da calcio come calciatore o in pista da driver?
No no, quello era un po’ di anni fa …  e tanti chili fa … Ora anzi da allenatore  o davanti  una tv a vedere una partita di calcio ad un ristorante con l’altra mia passione, la cucina”.
Ci avrei giurato che eri una buona forchetta, non so perché avevo questa sensazione qua, piatto preferito di Holger?
L’astice, accompagnato da un buon bicchiere di vino bianco”.
Staremmo tutto il giorno a parlare con Holger perché è davvero come lo leggete nelle interviste, aperto a raccontare tutto dell’ippica della quale ha una cultura difficilmente eguagliabile, ma il tempo stringe, e allora anche il vostro Amario (che con questa sviolinata si è guadagnato un posto in prima fila al brindisi) prende il taccuino e segna – 104 alle vittorie che mancano a Holgerone per arrivare al palo d’arrivo delle 5mila vittorie e, se  Ehlert continua a vincere a questi ritmi, non tarderà molto il momento della festa per questa meta di un ippico a tutto tondo che ha dedicato tutta la vita all’ippica raggiungendo tutti i traguardi.
No, quasi tutti: nel Gran Criterium avrò avuto 10 volte il primo favorito ma per una cosa o per l’altra mai vinto (Pascià Lest, Telecomando Ok, netti favoriti ma poi succede sempre qualcosa e mai vinto), ma soprattutto il Lotteria: sempre secondo nel Lotteria, con Nesta Effe, con Algiers Hall, una volta con Lets Go io penso vinto, ero in scuderia e entro in pista per premiazione perché sicuro di avere vinto, non ho visto che era passato Malabar Circle As, poi miei amici e  mia moglie mi hanno avvisato che aveva vinto Malabar quando ero già in pista e esultavo perché dicevo: io vinto, invece io no vinto, io ancora secondo come tutti gli anni nel Lotteria, questa è stata la più grande delusione ippica della mia vita, spero un giorno di vincere il Lotteria”.      


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