14/10/2016

MARCO VOLPATO, l'arte di non mollare mai, l'intervista di Amario

Marco Volpato

di Mario “Amario” Alderici – E’ arrivato il meritato primo giorno di Marco Volpato con Papalla; maiden nei gran premi sia Marco che Papalla non si era mai presentata l’occasione per centrare la prima classica, ma il lavoro, la tenacia e la passione alla fine pagano, e in un gran premio che sembrava essere il meno propizio per rompere il ghiaccio (a Padova e con il 10) ce l’hanno fatta, l’unico a crederci era Roberto Stancari che (allevatore e proprietario della figlia di Varenne) l’aveva sempre detto che un giorno o l’altro Papalla li avrebbe battuti tutti.

E’ vero, ha avuto ragione Roberto; io prima della corsa avrei messo la firma per un quarto o un quinto. La cavalla veniva da quattro primi (inframezzati da un errore in Francia) ma in prima categoria a Padova con il 10 non è certo una risalita agevole, invece ce l’abbiamo fatta bene”.
Quando hai iniziato a crederci Marco?
Ai 500 finali ce l’avevo ancora in mano mentre davanti comandavano tutti, ho girato il frustino e ho visto che Papalla volava, così il sogno ha preso sempre più corpo, quando le ho tirato giù la briglia e lei ha reagito benissimo ho capito che stavo coronando un sogno”.
Chi la allena Papalla?
Il suo mentore Roberto Stancari con l’uomo di scuderia Edy, io vado un paio di volte la settimana a farci prove”.
A cosa è dovuta questa sua seconda giovinezza?
La lavoriamo sempre schienata ad un cavallo, senza mai farle vedere la luce, lei si è tranquillizzata e ora sa agire in ogni schema sprigionando la forza che ha sempre avuto”.
Prossimi impegni di Papalla?
Vediamo che numero prende nel Freccia d’Europa, nel frattempo teniamo d’occhio anche il programma francese”.
 Tornando al Grassetto una gioia incontenibile, con quel lancio del frustino dopo il palo e una premiazione in cui ti abbiamo visto raggiante con tutto il tuo team.
Sì, con Roberto Stancari e l’uomo di scuderia felicissimi, poi l’abbraccio con mia sorella Giulia che aveva le lacrime agli occhi e il bacio con la mia compagna Cristina. Una grande emozione perché è un gran premio vinto sulla pista dove sono nato, dove a 7 anni feci per la prima volta prove con un cavallo sperando che un giorno avrei vissuto un giorno così”.
Hai iniziato presto …
Sì, dopo il divorzio da mio padre mia mamma si è accompagnata con Antonio Castiello e fin da bambino io son stato rapito da questo sport, con l’obiettivo di guidare presto in corsa”.
Interviene la sorella Giulia Castiello: “Faceva far la cavalla a me! Mi girava una corda intorno poi prendeva il frustino e mi guidava; mentre guidava si faceva anche la cronaca da solo!
Approfittiamo di Giulia per chiederle i pregi e i difetti di Marco.
Pregio è che è generoso, tutto quello che ha da darti te lo da con il cuore. Difetto è che si scalda con poco ed è un rompiballe perché ancora adesso mi stuzzica come se avessimo due anni”.
Con chi hai iniziato Marco?
A 16 anni sono andato alla Pradona da Lorenzo e Giancarlo Baldi, esperienza breve ma importante”.
Perché breve?
Perché essendo una grande scuderia avevano altre due persone che facevano apprendista allievo, quindi tornai a Padova da Paolo Leoni e iniziai a correre a 20 anni”.
La tua prima corsa e la tua prima vittoria?
A 20 anni come apprendista allievo; la prima corsa con Zorbola con il numero 1 da favorita ma abbiamo preso una ruotata; mi son rifatto con il secondo cavallo che ho guidato in corsa, Propellente in una mattinee a Treviso, abbiamo vinto andando in testa in una corsa con i nastri”.
E presto diventi un ottimo allievo con una percentuale di vittorie del 20%, vinci la classifica allievi e partecipi al Campionato Europeo Allievi.
Sì, mi hanno dato fiducia (oltre a Leoni) Castiello, Favaron e Di Rienzo e siamo riusciti a vincere diverse corse; in Belgio nel Campionato Europeo persi per mezzo punto ma fui felice del secondo posto”.
Poi nel 2003 inizi ad allenare; ti vedi più catch driver o allenatore?
Mi piacciono entrambi, preparare un cavallo e riuscire a farlo correre bene è  una grande soddisfazione, così come riuscire a vincere guidando il cavallo di altri, ascoltando bene l’allenatore e il proprietario per cercare di tirare fuori le migliori qualità di un cavallo”.
C’è un guidatore che vorresti emulare?
Roberto Vecchione, mi piace la freddezza di Vecchione”.
Ti sei attestato su una percentuale di successi del 14%, considerando che non guidi sempre cavalli di primissima una buona percentuale, la punta l’anno scorso con 90 successi (soprattutto per la The Show Must Go On) e piazzamenti in classiche. 
Con i fratelli Napoleone Lans e Persiade Lans, Persiade forse la cavalla più forte che ho mai guidato, ci siamo piazzati nel Duomo e nel Padovanelle; Napoleone il cavallo con più testa, con lui ho vinto più del 50% delle corse fatte insieme e non siamo mai usciti del marcatore, anche quando abbiamo corso in Francia sempre nei primi cinque”.
E hai affinato la tua preparazione lavorando i cavalli al mare.
Avevo visto il metodo di lavoro ma non l’avevo ancora applicato, è un’esperienza importante e stimolante, non mi faceva fatica fare3 volte a settimana Padova – Marina di Massa, poi quando non c’ero lasciavo le direttive alla mia compagna Cristina Fiore e i risultati mi sembra che ci abbiano dato ragione fino a quando quel centro di allenamento per trottatori questa primavera è stato deciso di destinarlo anzi ai purosangue arabi”.
Era l’unico centro di allenamento in terra apuana (i primi precursori con il lavoro dei cavalli al mare qui dalle mie parti furono Costantino Martini e Maurizio Pieve), sigh, però avete finito bene, l’ultima corsa di un trottatore allenato a Massa Carrara è stata la vittoria di Timo Show in tris.
Più di primi non si poteva fare; infatti è dispiaciuto perché si era fatto un buon lavoro, con tutti i cavalli in allenamento abbiamo vinto, non se n’è lasciato neanche uno con la casella vittorie a zero, abbiamo messo uno in quella casella anche con una cavalla come Sibilla Di Risaia che meno di 1.18 non faceva … Che riuscissimo a far vincere pure Sibilla non lo pensavo nemmeno io”.
D’improvviso ti sei ritrovato senza cavalli ma non hai mollato.
Un po’ di delusione, dopo un anno e 2 mesi in cui hai fatto migliaia e migliaia di km andando a correre in tutta Italia, svegliandoti prestissimo per andare ad allenare i cavalli lontano da casa, fai vincere ai cavalli 225 mila euro, una mattina alle 7 arrivi in scuderia e ti dicono: si chiude tutto! Bene non ci rimani … Purtroppo nell’ippica ci son tante lingue lunghe … Vabbé, capitolo chiuso, ora hanno affidato i cavalli ad allenatori di grido come Bondo e la Natynki quindi i cavalli staranno bene, però quando apro il giornale e guardo i partenti dei gran premi non ci sono mai e questo mi rincuora del fatto che come allenatore il mio lavoro l’ho fatto bene pure io”.
Prendila con filosofia, più tempo per gli hobby.
Mi piace giocare a calcetto e andare nei centri benessere”.
Dopo un temporale viene l’arcobaleno, dopo poco tempo da quella delusione non hai mollato e addirittura sei arrivato a vincere una classica.
Già, Papalla ormai è diventata la mia cavalla del cuore, approfitto per ringraziare chi mi dà fiducia nell’ingaggiarmi come catch driver e chi mi è stato sempre vicino anche nei momenti sfavorevoli come mia sorella Giulia e la mia compagna Cristina”.
Obiettivi ippici futuri?
Vivo alla giornata, visto il momento che sta passando l’ippica, oggi hai una dozzina di cavalli, domani nessuno, oggi vinci un gran premio, domani non pagano più il tuo lavoro; di sicuro non mollo e non mollerò mai!


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