18/12/2016

La gioia di vincere di PIPPO GUBELLINI, intervistato da Amario

di Mario “Amario” Alderici – Ha vinto 5 Derby e tantissimi gran premi ma non ha perso l’entusiasmo di gioire scatenando i propri fans Superpippo Gubellini che abbiamo visto isolarsi in una retta di festa spettacolare con Pascià Lest nel Palio dei Comuni e con Unicka nel Derby.
Pippo, in quella retta del Palio dei Comuni con Pascià Lest era straripante la tua felicità …
Mi sento quasi di casa a Montegiorgio, la mia prima corsa la vinsi qui in sulky ad un pony, avevo solo 6 anni. In seguito non mi è mai riuscito di vincere il Campionato Guidatori, e anche il Palio dei Comuni non l’avevo mai vinto. Vincere così, di fronte a un folto pubblico che tiene molto a quella corsa ha scatenato il mio entusiasmo”.
Un Pascià tornato al meglio.
Anche migliorato, non è più ardente, ha sorpreso anche me per come si lascia tranquillamente gestire, è cambiato ed essendo ancora integro credo che ci darà ancora grandi soddisfazioni”.
A Montegiorgio batteria e finale in testa, secondo te Pascià è meglio da leader o di rimessa?
Ora che è più gestibile riesce a far benissimo anche davanti, certo che quando corre tirato ha 3 – 400 metri davvero cattivi”. 
Anche con Unicka è esplosa la tua grande gioia nonostante eri al quinto Derby vinto.
Ho scaricato la tensione, quando corri il Nastro Azzurro da favoritissimo si accumula nei giorni precedenti la corsa un po’ di nervosismo, devi arrivare primo e non puoi permetterti di sbagliare, un minimo errore può essere fatale, per fortuna è andato tutto bene. Mi si è fermato il cuore quando sulla curva finale c’era il paletto divelto in pista ma quando Unicka (dopo averlo puntato) lo ha superato senza problemi ho dato sfogo alla mia gioia”.
Unicka può essere il nuovo Varenne?
No, va più forte lei, eheh, scherzo. Vediamo come fa il passaggio d’età, certo ha tutte le doti già ora che ha solo 3 anni per essere una Campionessa con la C maiuscola”.
Avril, Bluam Lb, Daguet Rapide, Infinitif, Unicka: quale dei 5 è stato il Derby più bello?
L’ultima vittoria è sempre la più bella; quella di Bluam Lb la più inaspettata,in quel caso ero molto sereno, fu una bella sorpresa”.    
Tuo nonno Pietro è stato un grande fantino sellando i cavali di Tesio, tra cui Nearco, prima che la morte lo colse in corsa (a soli 33 anni), tuo padre Edy iniziò al galoppo; tu sei mai stato tentato da iniziare al galoppo?
Sì, mio padre guidava i cavalli della Lady M, una grande scuderia che aveva i cavalli sia al trotto sia al galoppo, quindi ero affascinato dai purosangue del dottor Gorrini. Finita la scuola dell’obbligo andavo a sellare i galoppatori dai cugini Miliani, caporazza era Bruno Grizzetti, e insieme a me c’era un mio amico coetaneo, il suo nome? Lanfranco Dettori! A 16 anni mi si è presentata la scelta se fare l’allievo fantino o aspettare  i 18 anni e fare l’allievo driver; al galoppo i sacrifici alimentari sono tanti, sempre in materia di … cibo invece al trotto avevo già la pappa pronta, il terreno spianato dal lavoro di mio padre. Frankie Dettori andò in Francia a perfezionare il suo lavoro da jockey da Luca Cumani, io invece scelsi la Francia con Jean Renè Gougeon, il trainer di Ourasi”.
Tornato in Italia hai preso la patente di allievo e hai bruciato le tappe.

Un anno memorabile, riuscii subito a coronare i miei sogni di vittoria, a fine anno più di 90 successi, il primo a febbraio con un cavallo di una scuderia storica come la Reda affidatomi da Fossati, si chiamava Ignoto Red; in breve tempo ho potuto guidare con i professionisti e ho vinto subito ad aprile con Cosmetico per i prestigiosi colori della Lady M”.
E il tuo primo gran premio giovanissimo a soli 20 anni con Gainsford.
Sì, nell’Encat che a quei tempi era sui 3000 metri, mio padre era appiedato e lasciò a me le guide, filai lungo il percorso il cavallo favorito di Vezzi e in retta quando ho spostato Gainsford era più fresco; gioia incontenibile vincere a quel’età un gran premio e sulla pista di casa, a San Siro, di fronte a tanti amici. Lo stesso anno fui il primo italiano a vincere il Campionato Europeo Guidatori, l’anno scorso partecipai al Campionato del Mondo in Australia arrivando secondo.”  
Il cavallo più forte che hai guidato?
Difficile fare una classifica. Unicka è davvero unica, Solar Effe arrivò a Bareggio con tanti problemi ma poi vincemmo tanti gran premi, Crown’s Invitation mi ha dato notorietà in tutta Europa, Pascià Lest ha una punta di velocità incredibile, ma anche altri che ora non ho citato, non posso dire chi è il più forte, si farebbe torto agli altri”.  
Il cavallo del cuore?
Senza dubbio Crown’s Invitation, perché mi ha dato la possibilità di conoscere quella che in seguito è diventata mia moglie, Livia Toniatti. A differenza degli altri Paesi in Italia all’inizio degli anni 90 la figura del catch driver non era ancora come ora, io cominciai quel ruolo quando la scuderia Toniatti portò a correre in Italia Crown’s; conobbi un grande cavallo ma soprattutto mi innamorai di Livia. Con Crown’s c’è stato un grande feeling, anche perché sotto gli occhi di Livia cercavo di dare il meglio di me, così abbiamo vinto tantissimi gran premi, non mi ha mai fatto fare brutte figure (eccettuata la caduta nell’International Trot non per colpa nostra); senza Crown’s e senza Livia probabilmente la mia vita non sarebbe stata così ricca di soddisfazioni e gioia come invece è stata ed è attualmente”. 
Preferisci guidare o allenare?
Guidare, da sempre, da quella corsa pony di 40 anni fa a Montegiorgio. Adoro vincere e godermi la vittoria dal sulky”.
Com’è la vita del catch driver?
Mi alzo presto la mattina e collaboro con Korpi per i cavalli che ho nel mio centro di Bareggio con buoni risultati (del resto come era fino a 2 anni fa con l’altrettanto ottimo Rantanen). Prima della sua scomparsa dell’allenamento se ne occupava mio padre Edoardo; ho sempre pensato: quando ho 50 anni inizio a lavorare seriamente, ehehhe, ma non ci sono arrivato, ne ho 47 e ora lavoro sodo”.
Tanti trainer ovviamente ti ingaggiano per guidare anche se non hai contratti, chi è il tuo preferito?
Erik Bondo che tra l’altro era il lad di Crown’s Invitation, poi quando Crown’s ha smesso di correre Erik ha iniziato ad allenare, siamo stati 8 – 9 anni insieme, poi ha preferito fare tutto da solo, e ha la genialità per farlo. Eccezionale come uomo, come passione per i cavalli che a volte è anche un po’ esagerata. Lui si alza alle 5 di mattina e va a dare la colazione ai cavalli, a tutti, quando ha finito torna in casa e fa colazione lui, e fa questo 365 giorni l’anno. Secondo me è l’allenatore più completo, riesce ad arrivare ai grandi appuntamenti con il cavallo non al 100% ma al 110%, come ha fatto con Unicka per il Derby”.
Tra i tuoi rivali driver chi ti piace?
Quando son io davanti mi piace batterli tutti, ahah. Il rivale di sempre è Enrico Bellei, quando lo batto è sempre una grande soddisfazione. In un Lotteria avevo due cavalli di scuderia in finale, Cirdan e Legendary Lover K, io guidai Cirdan perché era di un proprietario che aveva 12 cavalli a Bareggio e fu giusto così, ma vinse Legendary improvvisato da Enrico, quella fu l’unica volta in cui non mi è dispiaciuto essere battuto da Enrico …
Il rimpianto più grosso?
Prima che mi dessero la licenza di guida sarei dovuto andare in America. Penso che mi sarebbe servito molto”.
Il tuo schema è la corsa di testa?
Quando vai davanti metti una base importante per una possibile vittoria, quindi se ho il cavallo da poter correre da leader ci provo in avanti, però in testa sanno guidare in tanti, la vittoria tattica che dà soddisfazione come catch è quella da dietro quando azzecchi le mosse giuste”.
Piatto preferito?
Prosciutto e melone”.
Dolce o salato?
Dolce”.
Qual è la formula magica nel lavoro?
Azzardare, rischiare e sorprendere”.
I valori più importanti nella vita?
Saper stare al mondo, la sincerità e la fedeltà”.
Hai un hobby?
Il tennis”.
Il tuo pregio e il tuo difetto?
Può essere sia il pregio sia il difetto: mi piace troppo vincere, quindi in corsa cerco di tirar fuori l’anima al cavallo, a volte si cerca di spremerli a dare ciò che non hanno”.
Hai mai pensato di trasferirti all’estero?
No, solo per guidare transitoriamente, ma la mia vita è qui, nel centro di allenamento di Bareggio nel ricordo di mio padre Edoardo”.
Se Edy fosse qui cosa gli diresti?
Sei sempre stato il mio numero uno”.
Grazie a Crown’s Invitation due famiglie ippiche storiche come Gubellini e Toniatti si sono unite, con una simile genealogia i tuoi figli Edoardo e Gaia non potranno che essere degli ippici docg.
Invece no. Edoardo non si è mai interessato alle corse, forse per reazione al fatto che quando era ragazzo io, dovendo viaggiare in tutta Italia per il mio lavoro, non passavo molto tempo a casa, come desiderio vorrebbe diventare pilota d’aerei. Gaia invece è molto appassionata di cavalli, ma alle corse preferisce il salto ad ostacoli, quando vado a vederla nei concorsi ippici è come se corressi io il Derby, tensione a mille, soffro tantissimo”.
Prossimi impegni nei Gran Premi?
Il 26 a Roma, ci sono l’Allevatori, l’Allevatori Filly e il Galà: ripongo molte speranze in Vanesia Ek che nel Gran Criterium Filly ha vinto bene; l’ho alleggerita davanti togliendo i ferri e ha mostrato di saper anche partire forte, è una puledra completa, era la prima volta che correva in testa ed è rimasta un attimo sorpresa quando è scattata Vanatta, ma poi ha reagito alla grande; una cavalla d’oro, bravissima, fa tutto quello che le chiedi. Nell’Allevatori (dopo il terzo nel Gran Criterium) schiererò Vincerò Gar, è un puledro interessante ma ha poca esperienza e deve completarsi, spero in un altro piazzamento di prestigio in una corsa nella quale Vivid Wise As e Vampire Dany mi sembrano al momento di un’altra categoria rispetto al mio che in prospettiva credo e spero diventerà un ottimo cavallo. Nel Galà avrò invece Pascià Lest al top della forma”.
E allora scappa Superpippo, felice e vincente!


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