16/01/2017

Il ritorno di RUM E COCA DAY, il trottatore orfano adottato dai tifosi fiorentini, in primis Gabriele Paggetti, intervistato da Amario

di Mario “Amario” Alderici – Si è rivisto il miglior Rum e Coca Day a Firenze. Dopo l’eccellente stagione scorsa nella quale ha scalato le categorie arrivando a competere bene nei Gran Premi (con il posto d’onore nel Ponte Vecchio e il terzo in una batteria del Lotteria, battendo tra gli altri rivali del calibro di Ringostarr Treb, Sharon Gar e Peace Of Mind) e dopo la sosta per una zoppia, il pupillo di Gabriele Paggetti ha ripreso a far sul serio con due bellissimi successi al Visarno: oltre al mezzomiglio finale, in meno di 58 in entrambe le occasioni, è stata eccellente l’impressione, nella prima domando allo scoperto le resistente di un gran cavallo come Sonny Club che quando è davanti diventa quasi imbattibile per chiunque, nella seconda senza che Matteo Zaccherini dovesse girare il frustino.

Al settimo cielo il proprietario di Rum e Coca (all’80%, dato che il 20% è “a combinazione” di Simone Visi), l’appassionatissimo agente immobiliare Gabriele Paggetti che meritava un cavallo così per l’amore che ha verso i cavalli e il nostro sport e per gli investimenti che vi ha profuso. Gabriele, qual è stato il tuo primo cavallo?
Con un amico storico come Gianluca Sughi aprimmo la scuderia Avorio Scuro, la giubba era quella dei cavalli che ora corrono sotto i miei colori, color avorio con sul dorso il giglio rosso fiorentino, comprammo inizialmente Old Havana Day e in seguito Ivory Kronos. La passione cresceva sempre, come anche il numero di effettivi in scuderia”.
Così avete provato anche a diventare allevatori.
Ci affezionavamo alle nostre cavalle e ci dispiaceva venderle, allora le tenevamo anche come fattrici, ma abbiamo fatto un bagno di sangue economicamente … Rimasti con due fattrici decidemmo di separarci e io tenni Uia, la mamma di Rum e Coca”.
Chi l’ha scelto il nome?
Io sotto spinta dei miei amici. Quando si va a ballare e scegliamo la consumazione solitamente brindiamo a cuba libre (rum e coca), così quando gli ho detto che dovevamo trovare un nome che inizia con la R per il puledro mi dissero: e come lo vuoi chiamare? Si chiama Rum e Coca!
E Rum e Coca fu l’ultimo prodotto della sfortunata Uia …
Già, dopo aver dato alla luce Rum morì per un aneurisma”.
Una vita dura iniziata subito quella di Rum.
Per fortuna questo puledro orfano trovò subito la simpatia di tanti amici che mi aiutarono; dopo la nascita a Poggibonsi da Enrico Venturini lo portai da Sergio Poggetti che ha tanta esperienza allevatoria, alimentammo Rum con il latte artificiale e il puledro è diventato bellissimo, e non sto a raccontarti la mia emozione quando ha iniziato a correre”.
Primo realizzatore di Rum e Coca è stato Simone Visi.
Grande amico e ottimo preparatore Simone, i primi successi di Rum ci avevano fatto capire che era un buon cavallo, poi l’ippodromo de Le Mulina dove si allenava era in fase di smantellamento e allenarlo alle Cascine diventava sempre più difficile. Nel momento in cui Le Mulina morivano, stava fiorendo un grande Rum e Coca, merito del cavallo ma anche di Simone e di Giorgio Fantini che, in una struttura fatiscente, facevano miracoli”.
E grazie alla loro modestia  Rum approdò nella scuderia di Holger Ehlert  dove ha fatto il salto di qualità.
Esatto. Lui aveva sempre vissuto chiuso nel box de Le Mulina, Simone nei cavalli è sempre stato un sincero (anche quando la sua sincerità faceva a pugni con il suo interesse) e mi disse: questo è un cavallo buono buono, proviamo a portarlo in una struttura attrezzata e vedrai cosa combina …
E così fu, come ha preso Rum la novità?
Non aveva mai visto il paddock, ti immagini … Poi un soggetto come lui che era agitato (quanti morsi gli ha dato al malcapitato Simone …). E’ un giocherellone, il box lo aveva ormai stressato, con il paddock si è un po’ tranquillizzato anche se resta un soggetto sempre vigile e attento, e vigili e attenti dobbiamo stare noi quando gli passiamo davanti o vicini …
Spinto dai successi di Rum e Coca hai acquistato altri cavalli?
Ho un figlio di Nad Al Sheba e Mara Op, Vincent Vega, che deve debuttare, è in training da Holger Ehlert, per come si muove e per la genealogia ci spero. Poi ho preso Ugly Op perché è figlio di Connie Volo, una cavalla del mio commercialista Stefano Paladini che mi è sempre piaciuta tanto; Ugly lo allena Riccardo Picchi ed è un cavallo da corsa simpatico. Poi ho dei cavalli in società con gli amici, un quarto di Verace Key, un terzo di Venus Bi e un terzo di Tango Roc”.     
In un’ippica in declino sono fantastiche le premiazioni di Rum e Coca Day con decine di appassionati in pista, ho riconosciuto l’ultima volta l’attore teatrale Sergio Menichetti, Luca Nencetti e tanti altri amici comuni.
Sì, poi l’inseparabile Simone Visi, Giorgio Fantini che ha contribuito molto alla crescita atletica di Rum e Coca nell’ultimo periodo in cui era a Firenze, Paolo Chiari che insieme a Ehlert ne cura la preparazione, ma anche tanti amici storici che non sanno nulla di ippica ma quando corre Rum sono sempre presenti perché ormai si sono affezionati a questo cavallo orfano. Forse il 4 febbraio corre a Vincennes, in quel caso dovrà noleggiare un altro pulmino”.
Come quando vinse a Cagnes.
Per Cagnes ne noleggiammo due perché eravamo in troppi, belle emozioni, e Rum ci ricompensò vincendo”.      
E quella in Francia non è stata l’unica soddisfazione che ti ha dato Rum …
E’ stata un’esperienza unica entrare in Finale nel Lotteria dell’anno scorso insieme a campioni di livello europeo, e se in finale non fosse stato afflitto da una piccola zoppia magari un piazzamento marginale l’avrebbe anche preso”.  
Il primo gran premio però nella vostra Firenze, il Ponte Vecchio, ottimo secondo.
La mia nonnina di 95 anni cucì personalmente il giglio rosso fiorentino sul cuore della giubba e portò bene; nonostante subì un intralcio ai 700 finali tornò a bomba secondo”.
Quest’anno ci riprovate?
Credo di sì, sarebbe bello poterlo correre senza ferri; quando Rum corre sferrato va davvero fortissimo. Per ora brindiamo alla forma di Rum, cosa prendi tu Amario?
Per forza rum e coca, cuba libre, of course!  


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