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03/02/2017

Intervista di Amario a THOMAS MANFREDINI che lascia il calcio e si dà all'ippica

Thomas e Amario

di Mario “Amario” Alderici – “Datti all’ippica” gli avranno urlato talvolta gli ultras calcistici avversari, e Thomas non se l’è fatto ripetere due volte. Ma Thomas ha tutto il diritto di rispondergli, con il garbo che lo contraddistingue, “Siamo a cavallo!”. Eh già, perché il forte difensore che vanta tante stagioni in serie A (con Sassuolo, Udinese, Atalanta e Genoa), è stato un’autentica rivelazione tra i gentlemen negli ultimi due anni con una percentuale di successi superiore al 30% e andando a segno nel 2016 17 volte (con solo 55 corse disputate).

Thomas, dove nasce la tua passione ippica? 
Come per il calcio (iniziai la carriera nella Spal) nella mia città natale, Ferrara, che ha un piccolo ippodromo dove fin da bambino sono stato attratto dai cavalli e dal loro gesto atletico in corsa. Poi in Emilia ci sono molti ippodromi e tanti centri di allenamento, ho iniziato a frequentarli e appena ho avuto i primi contratti come calciatore ho acquistato Veravia affidandola a Fabrizio Ciulla a San Bartolomeo e subito dopo 5 puledri dall’allevamento Zenzalino e uno alle aste. Aprii i colori, scuderia Remy, giubba blu con il pallone sul dorso”.

E dopo i colori sei diventato gentlemen.
Nel 2009. La prima corsa con Miura D’Anzola che era una cavalla limitata ma facile, giusta per fare pratica”.

Il primo successo?
Correvo poco e ho dovuto aspettare più di un anno per centrare il bersaglio pieno. A Natale del 2010 su una pista innevata con il mio cavallo del cuore, Immanuel Kant; si gelava, avevo le mani così ghiacciate che non veniva via il cordino dei tappi e Immanuel riuscì a vincere anche senza essere scuffiato”.

Immanuel quindi il cavallo del cuore, anche il più forte che hai avuto?
Mi ha dato la soddisfazione di vincere come proprietario in tris e come gentlemen di trionfare in buona categoria, ma la cavalla mia che si affacciò quasi ai Gran Premi fu Prua As (anche lei è una cavalla del mio cuore) che con Pippo Gubellini corse con buoni risultati anche in Francia”.

Le femmine poi solitamente le tieni.
Sono un appassionato delle genealogie quindi punto sulla qualità, compro cavalle giovani e sono diventato anche allevatore, dato che a fine carriera mi piace tenermi le cavalle come fattrici”.

Appassionato di animali a tutto tondo, ti vediamo spesso in compagnia dei tuoi cani, hai in mente di allevare anche quelli?
Nei propositi futuri sì, per ora ho 5 golden retrievers di linea inglese”.  

Cosa ha influito in questo tuo impegno sempre crescente nell’occuparti di cani e di cavalli?
Oltre all’amore per gli animali, purtroppo hanno inciso le due rotture del tendine d’Achille che mi hanno costretto a non calcare più i campi di calcio”.

E infatti nel tempo stai guidando sempre più frequentemente.
Quando giocavo a calcio dovevo limitarmi, anche perché le società di calcio non erano sempre favorevoli al fatto che corressi con il rischio di infortunarmi, quindi correvo in estate o nella breve pausa invernale. Ora (diciamo purtroppo, perché dovuto all’infortunio che mi ha tenuto lontano dal mio lavoro) sto guidando più spesso”.

E anche con ottimi risultati, la tua vittoria più importante?
La batteria con Ribot Zs un cavallo che sa fare un po’ tutto,  se non sbaglia è una garanzia con tutti i numeri. Poi ho vinto anche il premio Amario, eheheh”.

E già, con Ti Amo Petit, una cavala affidatati da un grande trainer come Holger Ehlert.
Quando guidi cavalli di trainer del calibro di Ehlert vai in pista motivato e concentrato a dare tutto te stesso perché sai che ti affidano cavalli pronti. Poi da Ehlert ho anche un mio cavallo, Pattost”.

Che cavalli hai attualmente sotto i tuoi colori e da che allenatori?
Ho aperto una nuova scuderia che è una società, la Fior di Loto, giubba rosa blu e fiore sul dorso; oltre a Pattost da Ehlert, in corsa ho Ulissemar da Alessandro Gocciadoro e Ribot Zs e Tuono Lunare da Marjo Natinky, poi ho 2 puledri e 7 fattrici di grande genealogia (che in parte erano mie e sono arrivate a fine carriera e in parte acquistate in America) in società con l’Allevamento Serenissima e con Savio Ferruccio, tutte attualmente gravide di ottimi stalloni; ho investito molto nell’ippica, speriamo di vedere in seguito i risultati”.

Come mai più allenatori?
Credo che sia uno stimolo in più, poi mi appassiono a vedere i vari tipi di allenamento; inoltre ritengo che sia un po’ come per il calcio, allenatore che vince non si cambia, ogni cavallo ha il suo allenatore con cui dà il meglio, io con Ehlert, Gocciadoro e la Natinky ho visto i risultati”.

Dicevi che hai investito tanto nell’ippica, un settore con prospettiva futura incerta, cosa ne pensano di questo i tuoi amici e i tuoi colleghi calciatori?
Molti quando mi associano all’ippica pensano a un settore losco, con combine, gioco, doping perché purtroppo dai mass media è questa l’immagine che passa del nostro sport. Poi però quando mi seguono all’ippodromo si appassionano, in premiazione quando vinco in Emilia siamo anche in 15 – 20, a volte siamo più quelli in pista a festeggiare che quelli nel parterre! Ho degli amici che quando li sento (pur non essendo propriamente degli ippici) mi chiedono quando si corre a Cesena, si appassionano e gli piace tanto passare la serata all’ippodromo, cenare insieme con lo sguardo sula pista e sui cavalli, fare la piccola scommessa per cercare di gioire insieme. Dai mass media dovrebbero arrivare informazioni positive sulla bellezza del nostro sport, in quel caso si avvicinerebbero nuove persone”.

Leggevo il post di un tuo ex compagno di squadra Cigarini che dopo una vittoria di prendeva simpaticamente in giro.
Sì, lui dice sempre che quando vinco io o son cascati gli altri o hanno rotto tutti, bravo io non sono mai, ahahaha”.

Invece con l’esperienza sei diventato davvero bravo in corsa, per 2 anni una percentuale di successi superiore al 30% guidando spesso cavali non favoriti, poi vedo che comandi a volte con la mano destra e a volte con la sinistra, cambi mano per la frusta.
Vero, sono mancino ma mi riesce bene comandare con entrambe le mani e cerco di adattarmi alle caratteristiche del cavallo; ora che corro un po’ più spesso sto acquisendo una certa padronanza in sulky, quindi non ho problemi a cambiare mano per la frusta”.

Qual è il tuo pregio in corsa?
Forse la voglia di vincere, il dare il massimo cercando di stare concentrato sulle mosse che possono portarmi al successo; quello può essere anche un difetto perché a volte ti porta a provare il difficile anziché accontentarti magari di un piazzamento”.

Sembri anche freddo in sulky.
Di carattere sono un tipo tranquillo, così cerco di infondere tranquillità ai cavalli un po’ nervosi, poi sono maturato calcisticamente in un settore dove eri continuamente sotto pressione, tra giornali e 60 mila persone che ti stanno guardando; in corsa è un divertimento senza tensione”.

Il tuo difetto?
Dar fiducia alle persone e il fatto che non so stare zitto, dico ciò che penso anche magari in contrasto con gli allenatori”.

Un driver a cui ti ispiri?
Ho sempre stimato tanto Enrico Bellei, il suo modo di usare poco e moderatamente la frusta, mai come punizione ma solo come strumento di guida, il suo capire subito una situazione in corsa sapendo prendere subito la decisione giusta, il suo capire cavalli anche senza averli mai guidati adattandosi a loro. Poi Roberto Vecchione un mago tra i nastri (sceglie benissimo i tempi e va davanti con tutti i numeri). Ma ce n’è tanti di bravi, Pippo Gubellini, Roberto Andreghetti, Alessandro Gocciadoro che dalla trasferta in Svezia è tornato preparatissimo sia come trainer sia come driver”.

E tra i gentlemen?
Mi piacciono l’Ingegner Biasuzzi e Sandro Gori, persone da cui c’è da imparare molto, gente con la vera cultura del cavallo, ce l’hanno nel sangue. Poi attualmente ci son tanti semi – professionisti che son bravi; Matteo Zaccherini, Filippo Monti, però si sradica un po’ il concetto originario del gentlemen dilettante se si fanno 400 corse l’anno”.

E più facile da difensore togliere la palla a un grande attaccante oppure vincere una corsa in sulky?
Bella domanda … Difficile. In campo sei tu e sei uno contro uno contro l’altro calciatore, in corsa sei tu insieme al tuo cavallo, come indole sono più calciatore che driver, perché quello è il mio lavoro, però la maggiore emozione è quando vinco in sulky, era un sogno che avevo fin da piccolo”.

Ti dà più dispiacere in campo subire un’espulsione ingiusta o causare un calcio di rigore contro la tua squadra o in corsa subire un distanziamento ingiusto?
Mi fanno male entrambe le cose, perché dietro il tuo errore e il tuo dispiacere c’è quello di chi lavora con te e insieme a te paga il tuo errore, quello dei tifosi nel calcio, quello degli scommettitori nelle corse”.

Rientri in questi giorni dopo l’appiedamento e il distanziamento rimediato con Ugo Risaia Trgf, una decisione a mio modo di vedere ingiusta della giuria di Bologna.
E dici bene, ti giuro non l’ho toccato quello all’interno, tra l’altro ho riguardato più volte il filmato con driver del calibro di Bellei e Gocciadoro e loro mi hanno rassicurato sul fatto che non ho sicuramente toccato l’avversario. Quello che c’è di diverso rispetto al calcio è che un arbitro deve prendere una decisione in pochissimo tempo senza rivedere l’episodio alla moviola; nell’ippica l’errore della giuria è più grave perché prima di convalidare un ordine d’arrivo puoi rivedere il filmato 20 volte. Poi se il contatto non c’è ma tu Presidente di Giuria hai il dubbio, il dubbio deve essere pro reo, non puoi distanziare senza avere la certezza del contatto”.     

Nel tuo futuro c’è il calcio o gli animali?
Nel calcio mi spiace tantissimo chiudere così infortunato dopo 20 anni di bella carriera, ma credo che appenderò gli scarpini al chiodo. Ho 36 anni, è giù un po’ che son fermo, largo ai giovani; vedremo se farò l’allenatore, devo ancora capire cosa voglio fare da grande. Sicuramente nel mio futuro ci sono gli animali, cerco di dargli il meglio di me perché loro ti ricompensano. Aprirò probabilmente l’allevamento di golden retrive Con i cavalli correrò di più e mi auguro di vincere spesso e magari un giorno di avere un Campione, o come proprietario o anche un Campione allevato da me andrebbe benissimo”.

Complimenti per la tua carriera calcistica Thomas, ma ormai … siamo a cavallo!!!



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