30/01/2018

V.P. DELL'ANNUNZIATA, l'arte dell'IMPROVVISARE

di Filippo Lago - Dal sud al nord Italia, ovunque va lascia il segno. Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata nonostante la giovane età (classe ’74), vanta nel proprio palmares numerose vittorie in grandi premi, nonchè la partecipazione, mai banale, ad alcune tra le più prestigiose corse estere in Francia e Svezia. Con la sua guida grintosa ed energica riesce a tirar fuori il meglio da ciascun cavallo ed anche se ad oggi gestisce una scuderia in proprio, la sua naturale predisposizione sembra essere la guida, in modo particolare l’improvvisazione. Una dote che solo i grandi driver conservano e che ha dimostrato una volta in più di avere in occasione dell’ultimo gran premio vinto lo scorso anno, il Campionato Italiano dei 4 anni. Una vittoria giunta al termine di un coast to coast in sediolo ad Unicorno Slm che ha trottato la distanza del miglio in 1.57.4.

Vincenzo, come ricordi la corsa?
Una grande gioia. Vincere un gruppo 1 con una dotazione importante di 110.000€ è motivo di soddisfazione. Averlo vinto con un allievo di un grande trainer qual’è Ehlert, mi gratifica ulteriormente.

Come nasce la tua passione ippica?
Mio nonno negli anni 50 aveva le carrozze trainate da cavalli, con le quali portava le persone a visitare la città. Mio padre prese da lui la passione per i cavalli, ma intraprese la vita da allenatore e guidatore. Dunque il destino per me era scontato.

La tua prima vittoria?
Un giorno denso di ricordi, belli e brutti. Vinsi con Mandante, un cavallo che mi affidò mio zio Carmine. Poche ore dopo il conseguimento della mia prima vittoria, mio nonno morì.

Da Napoli a Bologna, perchè questa scelta?
Raggiunsi Bologna tre anni fa. Sognavo fin da ragazzo un’esperienza al nord.

Tecnicamente, quali sono le differenze tra nord e sud Italia?
Lo stile di guida. Nel meridione le corse sono più affollate, mentre al centro-nord il campo partenti è più ristretto. Questo permette uno svolgimento più tattico. 

Hai una scuderia in proprio, dove alleni i cavalli?
Innanzitutto ho una ventina in scuderia. Li tengo a Castel San Pietro. Lavoro in un centro di allenamento eccezionale, ho a disposizione due piste tonde, due dritte, un camminamento e dei paddock.

Ti senti più guidatore o allenatore?
Entrambe le cose. Preferisco guidare i miei cavalli, perchè c’è più soddisfazione.

Com’è il tuo approccio alla corsa?
Non studio le corse per non dare riferimenti agli avversari. Preferisco improvvisare.

Qual è la tua più grande soddisfazione finora?
Non ne ho una particolare. Ho vinto tanti gran premi. Ricordo con maggior affetto il primo Derby vinto con Macho Gams e le tante “battaglie” fatte con Look MP, un cavallo che mi ha dato tante soddisfazioni essendo partito dalle categorie inferiori per arrivare a traguardi importanti in Italia e all’estero.

Hai un ottimo rapporto con il Campionato Italiano Guidatori di Montegiorgio
Una competizione che ho vinto due volte. Da ragazzo vinsi il campionato allievi ed ottenni la wild card per il campionato guidatori a Montegiorgio. Avevo 26 anni, vinsi mettendomi alle spalle prime guide come Bellei, Andreghetti, Gubellini, solo per citarne alcuni. Nel 2006 vinsi nuovamente la competizione.

La delusione?
Il nostro mestiere è fatto di alti e bassi, non ci sono delusioni che ricordi con rammarico o dispiacere.

Invece, il tuo sogno nel cassetto?
Vincere l’Hambletonian, sarebbe una soddisfazione enorme.

Hai vinto due Derby, come li ricordi?
Grandi emozioni ma diverse. Il primo con Macho Gams ha un sapore speciale. Il secondo vinto con la figlia di Varenne, Olona Ok, è stata una corsa nella quale sono riuscito a scegliere i tempi giusti per avere ragione del favorito Obama Gar con Enrico Bellei in sediolo.

Il tuo cavallo del cuore?
Difficile! Ricordo particolarmente Inclito Jet, un cavallo che seguivo da ragazzino al quale ero molto affezionato.

Il cavallo più forte che hai guidato?
Ho avuto la fortuna di guidare tanti cavalli importanti. Probabilmente sono tre i più forti: Tesoro Degli Dei, Oropuro Bar e Look MP.

Hai un collega al quale t’ispiri particolarmente?
Da ragazzo seguivo le gesta dei guidatori napoletani. Mio padre, Maisto ed Esposito su tutti. Ora cerco di fare del mio meglio ogni volta che scendo in pista.

Hai tre figli, seguiranno le orme del padre e del nonno?
Il primo, Salvatore, non è interessato ad un futuro da professionista. Collabora con me, ed è intenzionato a prendere la licenza Gentleman. Il Secondo è Carmine. Lui si diventerà professionista ed ora si sta formando alla sapiente scuola di Holger Ehlert, ha preso la licenza allievi. Il piccolino, Lorenzo, ha 13 anni e non ancora le idee chiare, ma se buon sangue non mente...

Cosa ne pensi della situazione ippica attuale?
Spero solo non peggiori!

Grazie D’Artagnan, al prossimo Gran Premio.



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