Stelle

08/03/2018

Filippo Rocca, nel nome della tradizione

di Filippo Lago - Quando negli anni Settanta Ernesto Rocca (scomparso il 22 ottobre 2015), fondò la scuderia Sant’Eusebio, forse non immaginava che in pochi anni potesse divenire una delle scuderie italiane che avrebbero scritto alcune tra le più importanti pagine di storia del nostro trotto. Sono tanti i targati “Roc” che in questi anni hanno ottenuto risultati di prim’ordine in Italia e all’estero, cosi come immenso sarà stato il conforto che ebbe il Signor Ernesto nel vedere germogliare nei figli Luca e Marco prima e nell’amatissimo nipote Filippo poi, il seme della passione ippica. Lo stesso Filippo (classe 93) che pochi giorni or sono, ha saputo cogliere il suo primo successo all’ippodromo di Vincennes, uno dei più prestigiosi ippodromi al mondo con una cavalla fatta in casa, Royal Roc.

Filippo, raccontaci le emozioni nel vincere il Prix de Senlis a Parigi                                                               
Vincere a Vincennes con una cavalla di casa nel bel mezzo del Meeting d’Hiver, è un’emozione indescrivibile.

Una cavalla allenata da Lucio Becchetti
Lei assieme a Tino Roc, abbiamo deciso di mandarli a Lucio Becchetti, grande professionista che ha la possibilità di effettuare il lavoro al mare.

Raccontami le tue origini ippiche
Mio nonno fondò la scuderia Sant’Eusebio che poi trovò una continuità con la passione di mio padre e mio zio. Io sono sempre stato interessato ai cavalli e una volta terminato il Liceo Scentifico, ho iniziato gli studi universitari ma il richiamo loro è stato troppo forte ed abbandonai l’Università.

Nella vostra giubba, vi è una torre color oro. Perchè?
Simboleggia il campanile della Parrocchia di Sant’Eusebio di Agrate Brianza di cui siamo nativi, a cui mio nonno volle dedicare la scuderia.

Ti piace anche salire in sulky
All’età di 18 anni presi la licenza gentleman, poi con il conseguimento delle ottanta vittorie diventai professionista ad aprile dello scorso anno.

Dove avete il vostro quartier generale?
A Trucazzano, in provincia di Milano. Il centro mette a disposizione 70 box, una pista tonda da Km e una dritta fondamentale per forgiare la muscolatura dei cavalli oltre a diversi paddock.

Quanti cavalli avete?
Una cinquantina dei quali trenta sono in attività e venti sono puledri.

Con questi numeri è fondamentale un’ottima organizzazione
Fausto Barelli si occupa dei soggetti in corsa, mentre Tiberio Cecere dei puledri. Ad essi si aggiunge un bel gruppo di lavoro formato oltre che dagli artieri, anche dal maniscalco Alessandro Romoli. Io invece, mi occupo di seguire l’aspetto manageriale della scuderia.

Chi si occupa della salute dei vostri cavalli?
Il Dott. Salvadori si occupa della respirazione, mentre i problemi articolari sono seguiti da diversi professionisti, quali il Dott. Giorgio Strozzi, Dott. Sergio Orsi ed infine il Dott. Giuseppe Bassetti.

Nel 2017 siete stati la prima scuderia in Italia per somme vinte con 800 mila euro
Una stagione eccezzionale. Abbiamo vinto diversi Gran Premi. Il Riccardo Grassi e il Due Mari con Tamure Roc, vincitrice anche della propria batteria del Palio dei Comuni di Montegiorgio ed ottima seconda in finale dietro a Peace of Mind. United Roc ha ottenuto diversi piazzamenti classici (seconda nel Città di Cesena alle spalle di Uragano Trebì e piazzata anche nel Gran Premio Nello Bellei e nel Continentale). Villa Santina Jet ha vinto in 1.13.4 ad Aversa il Gran Premio Stabile con Vincenzo Luongo in sulky, Zarina Roc ha ottenuto ottimi piazzamenti nel Gran Criterium Filly (vinto da Ziva EK) e nell’Allevatori Filly (vinto dalla figlia di Nad Al Sheba, Ziman) insomma un’annata intensa.

Anche il 2018 è iniziato alla grande con la vittoria di Venivici Roc nel Gran Premio Firenze
Crediamo molto in questo figlio di Nad Al Sheba e la vittoria giunta inaspettatamente a Firenze testimonia le qualità di questo soggetto, già vincitore di 8 delle 21 corse fin qui disputate.

Taylor Roc, Venivici Roc...avete un buon feeling con i figli di Nad Al Sheba
Uno stallone in cui abbiamo puntato fin da subito. I suoi prodotti sono soggetti dal gran motore, anche se a volte hanno un carattere particolare.

Paris Roc, una cavalla rigenerata dalla scoperta del trotto montato
E’ una specialista del montato, recentemente vincitrice a Roma in 14.3 sulla distanza dei 2100 metri con il suo interprete abituale in questa specialità, Santo Mollo. E’ la cavalla italiana più vincente in questa disciplina. 

Oltre alla scuderia, avete anche alcune fattrici. Dove le tenete?
Abbiamo una ventina di fattrici che teniamo presso l’Allevamento BAR della famiglia Truccone a Vigone.

Chi si occupa degli incroci?
Mio padre! È lui che studia le genealogie.

Il tuo cavallo del cuore?
Filipp Roc! Per due ragioni. Innanzitutto per il nome e in secondo luogo per le gioie che ha regalato alla nostra famiglia vincendo ripetutamente gran premi in tutta Italia.

Nel 2010 stabilì anche il record del mondo sulla media distanza con i nastri
Si, fece 1.12.1 sui 2100 metri con partenza da fermo con Marco Smorgon all’ippodromo di Vinovo.

Da anni ormai, si sta mettendo in evidenza anche come stallone
Il cavallo funziona presso l’Allevamento le Fontanette e in questi anni ha già prodotto cavalli importanti: Royal Roc, United Roc, Zarina Roc, Tino Roc, Tesauro, Uno dei Bar, solo per citarne alcuni.

Il tasso di monta?
A trattativa privata.

Cosa ne pensi dell’abolizione di tanti vincoli nel repertorio degli stalloni?
E’ presto per esprimere un giudizio. Tuttavia “egoisticamente” la ritengo una cosa positiva perchè abbiamo in progetto di mettere in razza un altro nostro cavallo, Iper Roc. Il figlio di Lemon Dra non ha vinto Gruppi 1, perciò fino a poco tempo fa non poteva fare lo stallone, ora lo può fare e vista la sua grande genealogia unita ad una morfologia esemplare, ci fanno ben sperare per un futuro in razza.

La tua idea circa la classificazione degli ippodromi?
Anche qui è presto per sbilanciarsi. Mi spiace soprattutto per la penalizzazione di Milano e la considero una “batosta” non solo per il trotto lombardo, ma per l’intero movimento.

Grazie Filippo, la tradizione continua!



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