15/06/2018

LORENZO BALDI, nel mito di papà Giancalo, che lo conquistò con Timothy T

Di Filippo Lago - Nato a Bologna il 6 giugno 1960, Lorenzo Baldi fa parte di una famiglia che ha scritto pagine di storia del trotto italiano. I giovani trottofili (come chi scrive) lo conoscono grazie ad importanti cavalli con i quali ha vinto molte classiche nell'ultimo ventennio: Divina Slm, Falcon dei Bessi e gli attuali stalloni Gruccione Jet, Pick Kronos (vedi scheda stallone Sponsor), Royal Blessed (vedi scheda stallone Sponsor). Ma la scuderia di Baldi non si ferma ne rallenta, infatti oggi conta su Uno Italia di Paolo Santulli, Vesna della Indal, Vernissage Grif di Gennaro Riccio, Vircan di Nicola Carofano, che ne è anche l'allevatore.
Gli appassionati con qualche anno in più, invece, lo ricorderanno fin dal suo primo successo, in sulky a Nylon, portacolori della famiglia Biasuzzi, per la quale papà Giancarlo era a quei tempi allenatore e prima guida. Quello fu l'inizio di una carriera che da li a poco sarebbe sfociata in Indro Park, Lancaster Om, Magic Lobell, Yourworstnightmare. 

Lorenzo, cosa ha rappresentato, e tutt'ora rappresenta per te, papà Giancarlo?
Un mito. Da ragazzino lo seguivo ovunque, tant'è che a 9 anni ebbi modo di lavorare per la prima volta un cavallo. Eravamo a Mirano presso la scuderia della famiglia Biasuzzi.
Quali sono le vittorie alle quali hai assistito da "spettatore", che ricordi maggiormente?
Sono tante, difficile menzionarle tutte. Ricordo con più affetto il Prix De Paris di Timothy T e l'Elitlopp del 1974, ancora con Timothy T.
Anche il tuo curriculum professionale è ricco di grandi premi...
Si. In particolar modo ci tengo a ricordare il mio primo Derby, nel 1988 con Indro Park. Poi nel corso degli anni si sono susseguite tante vittorie importanti, ma un'altra corsa a cui tengo particolarmente, è stato il Gran Premio Nazioni (con Indro Park), nella quale battemmo cavalli importanti come Friendly Face, Napoletano...
E poi la vittoria dello Yonkers Trot con Magic Lobell...
Vincere una prova della Triplice Corona con un cavallo di famiglia, è stata un'enorme soddisfazione. 

Il cavallo più forte guidato e allenato?
Tanti, non uno in particolare. Dontellmenomore è stato il più forte in assoluto, dal punto di vista del potenziale. Altro cavallo che mi ha dato tantissimo dal punto di vista umano e professionale è stato Indro Park. Sono molto affezzionato anche a Hollyhurst, altro cavallo importante di scuderia, mentre ricordo per la sua grande duttilità, Lancaster OM.
Dove alleni i tuoi cavalli?
Alla Pradona, centro di allenamento che si trova ad Altedo. Siamo a metà strada tra Bologna e Ferrara. 
Che strutture hai a disposizione per l'allenamento dei cavalli?
Tre piste, di cui una dritta da 800 metri. Molti paddock e 110 box. La proprietà si estende per circa 40 ettari.
Quanti cavalli in scuderia?
Una novantina. Dei quali una dozzina sono puledri.
A te piace lavorare con i puledri, hai qualche due anni interessante?
E' presto per dirlo. Comunque si, ne ho tre che tra gli altri si muovono particolarmente bene.
Chi sono?
Sto parlando di Aluvion, un figlio di Varenne e Pantera Pit. Poi ho Avenue La Varenne, un'altra figlia di Varenne, la cui mamma si chiama Indira Grif (Lemon Dra) che si muove bene. Infine, un altro puledro che si muove piuttosto bene si chiama Attinio Jet, un figlio di Trixton. Lui è il fratello di Ziosauro Jet. 
Con questi cavalli, devi avere anche una squadra di lavoro importante...
Beh si! Collabora con me Loris Farolfi, poi ci sono tutti i ragazzi di scuderia che svolgono un lavoro quotidiano di fondamentale importanza, mentre la parte amministrativa e manageriale la segue Michele Martinelli.
Ritorniamo per un attimo all'ippica degli anni 80 e 90. Cosa aveva di diverso da quella attuale?
C'era molto più sport. La politica si occupava di ippica e cosa fondamentale, c'erano proprietari. 
Perché secondo te, l'intero comparto è da anni in crisi?
Sicuramente per il totale disinteresse della politica nei confronti di questo settore. E poi l'annosa questione dei pagamenti. 
Spiegaci meglio...
E' un ragionamento facile da comprendere, perchè logico. Fin tanto che la "macchina" dei pagamenti non riprende a funzionare in maniera stabile e puntuale, tutte le categorie faticano e, cosa molto importante, non si riesce a portare nel settore nuovi proprietari. Insomma...la crisi dei pagamenti è la chiave di tutto!
Veniamo all'attualità, parlaci un pò di Uno Italia.
Il cavallo è arrivato con qualche problemino caratteriale che, pian piano, siamo riusciti a risolvere. Dal mio punto di vista ne ha risentito anche col passaggio d'età, ma nonostante ciò ha fatto il record della pista a Milano e ottenuto diversi piazzamenti classici, oltre alla vittoria nel novembre dello scorso anno del Gran Premio San Paolo, corsa che vinse in 1.12 lasciandosi alle spalle Ulissemar e Uisconsis Vol.

Insomma, buono e difficile: hai pane per i toi denti, che sono affilati... Da qualche tempo hai alcuni cavalli nuovi in scuderia...
Devo ringraziare il sig. Notaro che mi ha affidato del materiale importante e molto qualitativo. Tra questi vi è Trillo Park che, arrivato con qualche guaio fisico, siamo riusciti a riportare in pista. Ma ci sono altri cavalli buoni, tra cui Vitesse Play, Zaffron Play, Zodiac Dany Grif, vincitore l'altro giorno a Milano. E diversi altri soggetti che si devono ancora far notare.
Sta per iniziare la stagione classica primaverile-estiva per i tre anni. Hai qualche soggetto per queste corse?
Ho diversi soggetti di tre anni piuttosto interessanti. Da Zaffron Play a Zodiac Dany Grif, un figlio di Ready Cash dal fisico imponente, passando per Zico Bye Bye. Tuttavia per esperienza, preferisco non affrettare troppo i tempi, altrimenti come abbiamo già potuto constatare, il rischio è di arrivare al Derby con cavalli stanchi. 
Un'ultima battuta sul "giovane" Tamberino...
Papà è una figura di riferimento per l'intera scuderia. Nel periodo invernale non viene quasi mai, ma ora, con l'arrivo della bella stagione, la sua presenza in scuderia è più costante e soprattutto per noi, preziosi sono i suoi consigli. 
Lorenzo, due Derby gli hai già vinti, ma se è vero che non c'è due senza tre... al prossimo Derby!



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