23/08/2018

Nel nome di NELLO, il Grande Toscano di Modena...

Nello Bellei e Sperlak

di Mario “Amario” Alderici - Il trittico dei Gran Premi del Sesana si chiuderà sabato con la disputa del Nello Bellei (ex Dante Alighieri) che chiude la serie di appuntamenti di rilievo dell’estate del trotto in Val di Nievole. Grande mattatore di questa classica, guarda caso, è stato Enrico Bellei che l’ha vinto addirittura 10 volte (6 da quando è intitolato al padre): Attestato nel 2001, Cois Caf nel 2003, Dulal nel 2004, El Nino nel 2005, Ghiaccio Del Nord nel 2007, Idole Di Poggio nel 2008, Light Kronos nel 2009, Per Amore Gual nel 2013, Telecomando Ok nel 2016 e Urlo Dei Venti l’anno scorso.
La prima edizione di questa corsa (voluta da Zanasi nell’ottica del rilancio della stagione estiva di Montecatini) fu nell’anno dell’inaugurazione del nuovo impianto , nel 1954, vinta da Nelumbo e Orlando Zamboni per i colori della Evairose del dottor Aldo Vecchioni, papà del grande cantautore Roberto. La corsa, inizialmente Premio Associazione Albergatori di Montecatini Terme divenne prima Premio Grand Hotel & La Pace, poi Dante Alighieri dal 1965 e Nello Bellei dal 2007.
E’ la dodicesima edizione del Gran Premio Nello Bellei (prima era il Dante), sono 12 anni che il grande Nello Ivan ci ha lasciato. Modenese di nascita ma montecatinese d’adozione, Nello vinse 11 frustini d’oro e una miriade di Gran Premi con Sem, Scellino (che era il cavallo che Nello adorava perché era  una bicicletta che sapeva leggere e scrivere), Aprile, Akobo, Steno (il primo grande Campione), Valpiana (della compianta Irma Cacialli, la nonna degli ippodromi toscani che 4 anni fa è andata a far compagnia a Nello nel ricordo del Città di Montecatini 1968 quando Valpiana stracciò l’americana Be Sweet e Ecumene in una notte di festa senza fine, e a cui sabato è intitolata la tris), Sperlak (e con l’ultimo citato quelli della mia generazione ricorderanno altri cavalli che magari non eran classici ma son rimasti nel cuore come il regolarissimo e veloce Sidi, il nero Senegal, l’alterno ma dotato Stile, il bianco Squillo che inizialmente era uno scarto ed era un galoppino e con il quale fece “mestiere” tra gli allievi Enrico, il passistone Donyo Sabuk, l’eterna promessa Mirto Ks), riuscendo a tirar fuori tutte le energie dai suoi cavalli con quel suo piegarsi in sulky sul lato destro e muovendo ritmicamente il frustino sulle loro natiche; un’altra specialità di Nello Bellei era vincere al fotofinish (probabilmente gli era bruciata troppo la sconfitta nel 1956 di una narice a Villa Glori in sulky a Rossella finita in linea con Cinci e Roberto Bottoni), non si sa come facesse (riusciva con il colpo di reni e un abile gioco di guide a far allungare il musino al proprio allievo) ma se c’era un arrivo in fotografia e avevi il biglietto del Nello potevi già andare alla cassa a riscuotere, memorabile la foto a 4 nel Premio Roma quando prevalse Sperlak a centro pista, pagò 610 vincente e “Il Cavallo” titolò “Sperlak, con un rush da infarto” (tenni per anni quel giornale da buon fan del figlio di Careless Vlado e Serravalle).
Nello Bellei si trasferì in Toscana a 20 anni su un carro bestiame alla stazione di Firenze, attaccò al ghig Eretta e prese sottomano gli altri due cavalli che aveva portato (Birron e Yorick) e si diresse verso Le Mulina; arrivatovi non c’erano box liberi. Disperazione, ma venne in suo soccorso il “Lunghino” (al secolo Fosco Lunghi) che gli consentì l’uso di tre box vicino a un fiumiciattolo. L’allievo Nello andò a segno per la prima volta il 4 novembre 1950 con Ironia e tra novembre e dicembre di quell’anno vinse 5 corse. Poi iniziò a lavorare dal padre di “Decione”, da Omero “Cincerina” e nel 1957, con Vivaldo infortunato, ebbe la sua prima grande occasione, guidare Checco Pra nel Ghirlandina; Omero gli disse “Il cavallo te lo do pronto e tu hai le mani: non ti provare a perdere!” e il Nello eseguì, facendosi conoscere al grande pubblico. Un sottile filo legò Nello alla natìa Modena, lì vinse il primo gran premio e l’ultima corsa rilevante portando al successo Sperlak in una tris in cui rendeva addirittura 80 metri allo start. L’anno successivo al primo Gran Premio a Nello fu affidata la scuderia Kyra di Anna Maria Salvini, formando un sodalizio che durerà nei decenni (con second trainer un fedelissimo capace come Rolando Rosaspina) con la divisa a strisce bianco celeste e il casco rosso (in molti chiamarono Nello “Cappuccetto rosso”). Memorabili le sfide tra Nello Bellei e Vivaldo Baldi, erano come Coppi e Bartali, dividendo anche l’appassionato pubblico toscano, chi preferiva l’estro e l’irruenza di Vivaldo, chi la freddezza e la razionalità di Nello; chi è della mia generazione ricorderà le cartoline con autografo di Vivaldo su The Last Hurrah e di Nello su Sperlak. I duelli continuarono nei decenni; un fatto insolito (soprattutto per Vivaldo che era nato per vincere) fu nel Derby del 1974 quando Vivaldo era secondo in corda con Pistillo a corto di argomenti che teneva le gambe di dentro a Aprile e Nello che allo scoperto sulla curva finale scese un po’ per cercare di prendere la scia del leader ma non volle dare la ruotata a Vivaldo, e allora Vivaldo gli strillò “Hai roba in mano?” e Nello rispose “Vò a vincere!”, così Vivaldo smise di comandare e Nello potè far rifiatare facendo scendere allo steccato secondo in corda Aprile, che in retta sferrò l’attacco al leader battendolo nei pressi del palo. D’altronde Nello Bellei era un galantuomo, rispettoso sia del pubblico sia degli avversari. Ricordo una volta a Firenze che era al largo e sentì che il cavallo al suo interno (Iglos Dechiari con Stefano Chiari) chiuso nel gruppo allo steccato (c’era il guardrail e non i paletti) emetteva un rumore con la bocca non riuscendo più a respirare soffocatosi sul morso, e Nello tirò su il suo a centro pista urlando al collega “Tiralo fuori Stefano ti si affoga, tiralo fuori Stefano ti si affoga!” e consentendogli di far uscire Iglos che evitò in quel modo di affogarsi completamente. Nello fu un corretto verso gli scommettitori, criticò i mass media ippici quando non davano al pubblico informazioni  importanti e ci rimase male quando nel 77 a Milano perse con Scellino e il pubblico lo fischiò: “Sono convinto che il pubblico ci mantenga, ci dia da vivere e quindi abbia il diritto di essere rispettato; so inoltre che da me si aspetta certe cose, e di doverlo accontentare;  con Scellino favorito, teoricamente avrei avuto bisogno di poter dire: guardate che vado a San Siro per un ultimo lavoro, che la vera corsa la farò nell’Inverno. E i fischi poi mi hanno addolorato”.
 

Nello Bellei con da un lato Aprile e dall'altro il piccolo ricciolone Enrico Bellei

Un anno storico per Nello Bellei fu il 1963, in cui vinse il suo primo Derby, ma vinse anche un gran premio il 3 maggio a Bologna con Steno, una data che resterà storica perché mentre Nello vinceva il gran premio la moglie Elda dava alla luce il secondogenito (dopo Rossella, a cui Nello diede il nome della cavalla che guidava negli anni 50 a Villa Glori), Enrico.
A 33 anni Nello vince il primo Derby, a 34 il primo frustino d’oro, a 34 anni Enrico vincerà il suo primo Derby in sulky ad Uronometro  finendo con il lasciare il cavallo senza guide sul palo buttandosele sotto il sedere per applaudire felice; la prima telefonata ad Enrico in premiazione fu quella di papà Nello che non si complimentò più di tanto e gli disse “E che volevi perdere?” ... Più o meno quello che “Cincerina” disse a Nello tanti anni prima … Le parole di Enrico: “Secondo mio padre dovevo vincerlo quel Derby, lo dava per scontato, e così ho fatto”.
E per ritornare al 1963 Nello Bellei vinse questa corsa (che a quei tempi si chiamava Premio Gran Hotel & La Pace) con Mincio (di Edoardo Scatolini) che gli fu affidato da Omero Baldi perché infortunato (l’incidente in macchina che gli frantumò il gomito sinistro) “Decione” Vivaldo. Da notare che l’anno successivo Nello perse questa corsa con il grande Steno (vincitore di tantissime classiche tra cui il Derby e il Nazionale) che incappò in una giornata no battuto da Biera e Turbine, ma si rifece con un figlio di Steno nel 1973 che in quella corsa (diventata nel frattempo Gran Premio Dante Alighieri) battè Vado e il derbywinner Sharif Di Jesolo.
Difficile dire chi sia stato il più grande Campione di Nello Bellei, il primo fu Steno che fece un numero nell’International Trot perdendo 100 metri per una rottura e tornando incredibilmente secondo finendo in spinta nel mezzo giro finale a centro pista in linea con il vincitore Pluvier III, chi è della mia generazione però non può che fare a meno di dare la palma del più forte al mitico Sperlak, una potenza fuori dal comune con qualche problemino che gli impediva talvolta di riuscire ad esprimersi al massimo (se Sperlak fosse nato in questi anni con le odierne scienze veterinarie sarebbe stato sicuramente un Crack mondiale) e credo che, a chi nel Ponte Vecchio dell’82 era un adolescente come me, resterà sempre nel cuore la corsa che abbiamo fatto nel parterre de Le Mulina di Firenze accompagnando la retta di arrivo di Sperlak e Nello che dopo essere risalito al largo dalla coda e aver spaccato in due il favorito americano Wildwooke Brooke si involava verso il traguardo sotto le strilla del pubblico toscano tutto braccia al cielo e con il cronista Lorenzo Berti che abbandonò il suo proverbiale aplomb e in cronaca urlò “Vieni Nellooooooo!!! VIENI NELLOOOOOOOO!!!!!”



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