29/09/2018

Storia di Giancarlo Baldi (85 anni) guascone, indomito, coraggioso genio del Trotto

Giancarlo Baldi

Ha da poco compiuto 85 anni il mitico Tamberino, al secolo Giancarlo Baldi, leggenda del trotto mondiale che per decenni ha esaltato le folle con le sue guidate spettacolari, fatte di partenze al fulmicotone, percorsi arrembanti, rette d’arrivo lottate allo spasimo qualunque fosse il suo partner, un campione osannato, un routinier o un soggetto affidatogli da un collega ammirato dalla grinta di questo toscano doc che dalla natia Tizzana, ora Quarrata è partito alla conquista degli ippodromi in tutti i continenti. Guascone, indomito e coraggioso, Giancarlo Baldi è uno degli eredi di in una famiglia storica del trotto nazionale, il cui articolato albero genealogico si dipana tra il capostipite Edoardo ed i suoi sei eredi, cinque ippici militanti di cui due addirittura ribattezzati con lo stesso nome, Omero primo e Omero secondo ed uno, Italo, più avvezzo agli affari e a domare gli esuberanti fratelli. Zio Omero primo, detto “Cincerina” ma Domatello all’anagrafe generò il talentuoso Spartaco e Vivaldo, il celebre “Diecione” da cui Alessandro ed i suoi figli Edoardo e Stefano, mentre l’altro zio Omero, che per essere distinto dall’omonimo fratello veniva chiamato “Succhio”a sua volta fu il genitore di Odoardo e Ubaldo affermati professionisti e padri rispettivamente di Adriano, Gabrio e Marco, poi vennero Benvenuto, altresì detto “polvere”, papà di Gabriele, per anni presidente dei guidatori e nonno di Patrizio, Alfredo, il più pacato “basilico” da cui Claudio, driver per vocazione ed affermato imprenditore per talento ed opportunità, ed infine Gino in famiglia Felice poi ribattezzato “pistola” per una certa propensione a sfoggiare armi leggere a cui si deve il merito di aver procreato Giancarlo e Alda e di aver dato inavvertitamente il via ad un florido ramo emiliano della famiglia, con Lorenzo e Laura e con Valter Castellani, il compianto figlio di Alda che da Giancarlo apprese i rudimenti di un mestiere svolto con grande dedizione e professionalità sino al giorno della sua prematura scomparsa. Il trotto è sport di uomini e di tradizione, ma soprattutto di scuderie e di cavalli, quelli che hanno regalato a Giancarlo Baldi oltre vittorie e la notorietà anche fuori dai confini, a volte troppo ristretti, della sua attività, una lunga teoria di nomi che partono dal connubio tra Tamberino ed il Conte Guido Melzi D’Eril, culminato con il Lotteria 1964 dominato in sediolo allo yankee Hurst Hanover proseguendo con la storica partnership protrattasi per molti lustri con il trevigiano Commendatot Biasuzzi ed esaltato dagli innumerevoli allori di Nixon, Barbablu, Carosio, Dosson, giusto per citare alcuni dei molti campioni in giubba rosso verde e messo in seria crisi con il più grande di tutti, quel Timothy T che regalò al driver toscano gloria imperitura, ma la cui comproprietà generò spesso incomprensioni e soluzioni radicali sulla carriera e sulla successiva gestione in razza. I capolavori del grande Giancarlo, in seguito soprannominato anche “tigre”, non si limitano alle vittorie in pista, ma proseguono con geniali intuizioni, come quella di creare il Centro Ippico Pradona, impianto di allenamento sorto negli anni settanta ad Altedo che all’epoca rappresentò una notevole innovazione e che ancora oggi è all’avanguardia , oppure di riunire sotto un’unica bandiera gruppi di proprietari e creare assieme alla moglie Rita e agli eredi Lorenzo e Laura sodalizi vincenti come Europa 92 e Derby Italia Company pur continuando ad indossare giubbe celebri e vincere con i colori di Donato Carelli, Gianfranco Aggio e Marcello Skoric. La vita professionale di Giancarlo è costellata di successi e alla sua generosa scuola sono cresciuti fior di talenti il più fulgido dei quali è il figlio Lorenzo, cui lasciò le redini di Indro Park precludendosi l’opportunità di affermarsi nell’unico gran premio mai vinto in carriera, il Nastro Azzurro del Derby, mentre ha tenuto per se e per il pubblico del Savio il capolavoro chiamato Dolby Deimar, dominatore dell’estate 2004 e di quel Città di Cesena che rappresenta l’ultimo alloro classico di uno dei migliori driver di tutti i tempi.



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