26/03/2019

Intervista di Amario alla lanciata Rebecca Dami che dai tempi delle Barbie...

Amario con Rebecca

di Mario “Amario” Alderici – Il giorno prima dell’Etruria si è svolta a Firenze la giornata gentlemen vinta da Rebecca Dami con un primo (nel centrale con il suo Vandalo Gio), un secondo e un terzo. Brava sia in sulky sia al montato, Rebecca in 5 anni ha già vinto 59 corse su 264 con una media superiore al 22%, quest’anno oltre il 31% ma il suo record è del 2017 quando si affermò 14 volte su 41 (34%).
Rebecca, complimenti soprattutto per la tua creatura Vandalo Gio, che ha vinto il qualitativo handicap centrale con percorso non facile e la volta prima si era affermato a Follonica con ultimo km in 1.09.5 senza forzare.
- Vandalo era stato fermato per un intervento ad un anteriore ma ora è tornato al meglio; è andata bene, perché forse ho avuto troppa fretta nel togliere i tappi già sulla seconda curva e lui se l’è un po’ presa, per fortuna quando Canali mi ha strillato che non mandava sono riuscita in parte a farlo un attimo rifiatare nella sua scia. Bella soddisfazione perché Vandalo lo abbiamo sempre avuto noi: comprato alle Aste lo abbiamo domato qui a casa, quando ancora non c’era la piccola pista di 400 metri che abbiamo fatto in seguito, l’abbiamo domato in un tondino praticamente.

(L'intervista continua sotto il video della corsa di Vandalo Gio)

Ora lui e i tuoi cavalli li alleni nella tua pistina?
- Qui facciamo la doma dei puledri e il training giornaliero, ginnastica e lavori da treno, quando invece hanno bisogno di fare una prova o un trottone li portiamo al Cintolese, dove fino a poco tempo fa Francesco (Facci, marito di Rebecca, ndr) collaborava con i cavalli della Bellosguardo.
Quindi i rapporti con Meli sono rimasti buoni.
- Sì dai, son quelle cose improvvise in cui sul momento ci rimani male, ma il signor Meli è solito cambiare allenatore dopo un periodo ed è nei suoi diritti: quindi tutto a posto. Mi spiace che mi ero affezionata a Ziman, che ci ha dato grandi gioie nel circuito classico.
Tra l’altro sia Vandalo sia Ziman (come un’altra tua ottima ex cavalla, Toshiba As) figli del grande Nad Al Sheba, di cui sei innamorata...
- Esatto, mi piace tanto, dà dei bellissimi cavalli fisicati, potenti e generosi, un filo caratteriali ma con il tempo migliorano, come Vandalo che ultimamente è un po’ più tranquillo.
Veniamo a te, quando sei nata?
- 8 8 88.
Sei nata senza radici familiari ippiche...
- Esatto, nella nostra famiglia nessuno era appassionato. Invece io e mia cugina Caterina siamo state rapite dal mondo del cavallo. Da piccola  pensavo sempre ai cavalli, sì giocavo con le barbie, ma le facevo andare a cavallo... Ci doveva essere sempre un equino, così mio padre mi ha portato a un maneggio e lì sfogavo la mia passione. Vedevo cavalli da tutte le parti, è stato il mio primo amore, quello sguardo che ti entra nel cuore e non ti lascia più.  
Che non è finita anche se da ragazzina ti hanno affidato un cavallo non facile come carattere.
- Schianto, già il nome era tutto un programma, un cavallo molto determinato ... Un giorno c’era una pozzanghera d’acqua e lui la guardava studiando il modo per buttarmici dentro e alla fine c’è riuscito disarcionandomi e facendomi fare il bagno, ma non ho mollato, mi sono andata a cambiare e sono risalita. In quel periodo ho iniziato a fare salto ad ostacoli.
Fino a quando tuo padre non ha comprato un cavallo tutto per te.
- Butterino, un cavallo maremmano, molto forte, possente, testardo e non è stato facile domarlo ma alla fine mi ha aiutato, siamo cresciuti insieme, con lui facevo trekking e passeggiate.
Nel frattempo hai proseguito gli studi.
- A scuola di agraria a Pescia dove mi sono diplomata nel 2007, un percorso di studi che in seguito si è dimostrato importante per il mio lavoro soprattutto per la pratica che mi piaceva (potare le piante, raccogliere le olive, guidare un trattore), il mio obbiettivo iniziale era di entrare nella Guardia Forestale, ovviamente a cavallo. Finita la scuola ho un po’ valutato se era meglio seguire il mio istinto e dedicarmi ai cavalli o andare a collaborare con mio padre nel suo agriturismo, ma anche lui mi ha detto di seguire la mia passione.
E da Schianto e Butterino come sei finita al trotto?
- Nel 2004 la scuola propose uno stage di un paio di settimane all’ippodromo di Montecatini con il veterinario Cesare Niccolai e io andai di corsa, non potevo mancare. La sella era più semplice, nel trotto invece c’è tutto, è completo, è un libro aperto del cavallo. Finito lo stage io continuai ad andare nelle scuderie del Sesana e il mio primo maestro è stato Roberto Biagini che mi ha insegnato le basi, a vestire, accudire e attaccare i cavalli, all’inizio ero un po’ impacciata ma è stata una bella scuola artigiana, con Roberto sempre molto affezionato e appassionato ai suoi cavalli; e in scuderia ho trovato anche l’amore perchè sempre al Sesana lavorava Francesco con il fratello Felice Facci e quindi sono andata a fare l’artiere da loro, per poi seguire la sua carriera quando è andato a collaborare da Lami con Lindblom.
Dal 2004 che sei in scuderia ci hai messo un po’ prima di prendere la licenza.
- Inizialmente non mi interessava guidare, volevo conoscere tutte le sfacettature, la ferratura, i finimenti, le articolazioni del cavallo, poi Francesco mi ha convinto a provare, mi è venuta la voglia e nel 2013 ho fatto il corso gentlemen a Bologna con Reebok Allez, ma una volta ottenuta la licenza ho dovuto attendere per guidare in corsa perchè ero in dolce attesa di Marco e quindi mi sono detta: facciamo una cosa per volta con calma.
Appena partorito però subito in pista ...
- Sì, povero Marco anche lui subito in scuderia a vivere la vita ippica perchè ormai io non vedevo l’ora di iniziare a correre.
Dopo poche uscite dalla tua prima corsa con Reebok Allez hai vinto la tua prima corsa.
- Con Noram Lb in testa a Montecatini davanti a tanti amici, una bella emozione, piano piano iniziavo a guidare più sciolta e tranquilla, anche se ogni tanto sbaglio qualcosa e appena rientro in scuderia Francesco mi rimprovera, però anche io a lui gliele canto quando fa un errore.
Al di là dell’incontenibile gioia quando passi il palo per prima in pista mi sembri fredda.
- Senza dubbio nel momento della corsa soffro di più quando sono a bordo pista, sono a rischio di infarto, la gioia e l’emozione quando si vince invece è uguale, non riesco a trattenermi, quando sono in pista e vinco con un mio cavallo mi scoppia il cuore, perchè ogni mio cavallo ha dietro una sua storia, ci ho perso tempo dietro, tipo Vandalo che quando lo passeggio mi vuole saltare addosso per giocare e quindi sento molto la corsa.
Tra l’altro per compostezza in sulky senza sbracciarsi (ottenendo il massimo risultato dai vostri cavalli senza maltrattarli con imboccatura e frusta) assomigli molto a Francesco come stile di guida, se mi mettono un filmato di una retta opposta alle tribune farei fatica a distinguervi; cosa hai imparato da lui nella guida in corsa? Quali sono i segreti per fare bene?
- La calma e la pazienza. L’obbiettivo in corsa è quello di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, cerco di non tirare il collo al cavallo, di prendere in mano appena posso, di farlo rifiatare; anche sabato con Vandalo speravo di restarci il più possibile terza in corda, ma con il cavallo favorito quando da dietro sono avanzati al largo sono dovuta andare allo scoperto.
Oltre a Francesco a quali driver ti ispiri?
- Stimo molto Antonio Di Nardo che infatti guidò anche Vandalo Gio a Napoli (quando ha fatto il suo record di 1.11.9), mi piacciono le persone come lui che lo fanno con passione, che ti coinvolgono, che vengono a sgambare il cavallo.
Tra i colleghi gentlemen?
- Biasuzzi per la precisione in corsa e l’estrema correttezza in pista.
E tra le amazzoni?
- Monica Gradi contro la quale corro spesso, siamo rivali in pista e andiamo molto d’accordo fuori, oltre a essere bravissima anche lei è molto corretta.  

 

Rebecca in premiazione

Quando nel 2014 hai iniziato a correre si è anche tornati a fare le corse al trotto montato, tu da ex cavallerizza da sella hai subito partecipato; prima corsa con Nu Bleu e subito un successo, venne giù la tribuna dalle urla.
- Mammamia, quando sul palo mi son girata alzando la frusta vi ho visto tutti braccia al cielo con un boato, tu, Martin Levacovich, tutta la mia famiglia, tanti amici; in premiazione ho visto tante persone felici e mi ha fatto piacere essere riuscita a traslare agli altri la mia gioia e la mia passione. Con la sella c’è un contatto diretto con il cavallo.
Ultimamente stai correndo meno al trotto montato.
- Ci vogliono i cavalli adatti e occorerebbe allenarli in modo specifico per fare quello, ho vinto spesso nella specialità con cavalli di Casillo perchè la mattina andavo a prepararli per quella disciplina. E’ anche parecchio faticoso il trotto montato, lo dicono anche gli stessi fantini di galoppo.
Quanti cavalli hai attualmente in scuderia?
- Sette, ho 3 puledri con la lettera B, Vandalo, Zodiac Del Ronco che ha avuto diversi problemi nella crescita con la sua struttura mastodontica e mi ha fatto un po’ tribolare ma con il quale non mi arrendo vista la sua velocità, Abramo Petral che da buon figlio di Leben Rl è un tardivo e un po’ avanti di carattere e Afrodite Ors che deve maturare dopo essere stata domata tardi.
Piccola scuderia che vede impegnati solo te e Francesco, come è diviso il lavoro tra te e lui?
- Sono un po’ gelosa dei miei cavalli e preferisco starci dietro io; con Francesco siamo interscambiabili, uno fa le lettiere e l’altro va in pista e viceversa, così come a curare il posto e i cavalli o a guidare il van.
Dal 2018 puoi guidare anche cavalli non di proprietà e in questo periodo stai guidando più te di Francesco.
- Gli piaceva quando era da Meli preparare i cavalli e andare negli ippodromi a correrci, ora che si è interrotta quella collaborazione e se non ne capita un’altra (in cui si getterebbe nuovamente a capofitto) a lui non interessa andare in giro per l’Italia a guidare con le spese e le basse percentuali che ci sono, ovviamente a meno che non si tratti di corse importanti, preferisce stare a casa a curare bene i nostri cavalli.
Ti piace di più allenare o guidare?
- Entrambe le cose.
Tu anche con i cavalli non di proprietà stai facendo molto bene, tipo Tempest Treb che mi sembra che vada più forte con te che in professionisti, in 4 corse hai fatto 2 primi, un secondo e un terzo.
- Per fortuna mi danno fiducia. C’è più apprensione e più responsabilità, cerco sempre di fare bene con i cavalli degli altri; con Tempest c’è feeling, corre abbastanza spesso ma è sempre in forma perchè il proprietario lo tiene bene.
La vittoria più bella?
- Sono tutte importanti, sempre come se fosse la prima volta con la stessa emozione, mi scoppia il cuore.
Ippodromo preferito?
- Montecatini perchè sono a casa, ci sono cresciuta ed è una bomboniera nella città, ma anche Bologna dove ho fatto il corso gentlemen; piste piccole che si addicono al mio schema di corsa preferito, in testa, fermare e riallungare, stop and go.
Il cavallo più forte che hai avuto?
- Credevo tanto in Urlo Jet però, pur piazzandosi in corse di gruppo, alla fine mi ha un pochino deluso; ora lo allena Simone Ammannati che è stato bravo a farlo tornare su un buon livello di forma. Anche Vandalo Gio arrivò ai limiti della prima categoria ma quando si è trattato di fare il salto di qualità forse sentiva la nostra tensione e faceva un po’ di capricci.
Cavallo del cuore?
- Sono innamorata di tutti, scegliendone uno diciamo Vandalo che dà sempre tutto in pista, non è un cavallo tranquillo ma io e lui ci conosciamo ormai da sempre e con cautela e facendoci un po’ di attenzione andiamo d’accordo. Mio figlio Marco quando lo vede lo riconosce subito e mi dice: quello è Vandalo, ci sto lontano sennò mi morde.  
Come tu da piccola anche Marco è appassionato di cavalli?
- A dire il vero non tantissimo, preferisce andare sul trattore anzichè a cavallo, però abbiamo 3 pony che erano del padre di Francesco (che è venuto a mancare nel 2010) e Romeo è il preferito di Marco. Poi abbiamo anche una ciuchina, Lola, che è buffa da morire, e una capra che ho chiamato Rosy in onore di Rosy Abate, quella di scuola antimafia.
Saresti contenta se in futuro Marco intraprendesse la carriera ippica?
- Ci sono pro e contro, per il bellissimo mondo dei cavalli e la natura sì, però l’ippica è gestita male, siamo troppo divisi e chi vi lavora deve fare tanti sacrifici, anche se sono fiduciosa che l’ippica riuscirà a risollevarsi dalla crisi, siamo in tanti e possiamo farcela.
Il tuo pregio e il tuo difetto?
- Il difetto è il caratteraccio, quando le cose vanno male Francesco mi rimprovera il mio lamentarmi in continuazione, pregio non lo so, è difficile averne oggigiorno e la perfezione non esiste.
Riesci a coltivare hobby extraippici?
- Non ho molto tempo ma vado un paio di volte a settimana in palestra e mi piace ballare la zumba.
Obiettivi?
- Inutile fare ipocrisia, mi piacerebbe ovviamente avere un cavallo da gran premio ma ci vuole tanta fortuna oppure vincere qualcosa nella mia categoria, il frustino d’oro o il Federnat o la Targa d’Oro nella quale arrivai seconda l’anno scorso. In ogni caso sono una persona felice: la mia felicità è lavorare facendo quello che mi ha sempre appassionato nella vita.
 



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