08/07/2019

I Partenti del GP Società Terme e un ricordo di Vivaldo Baldi a cui è intitolato il Gran Premio

Vivaldo "Decione" Baldi

di Mario “Amario “Alderici - Dichiarati stamani i partenti del tradizionale Società Terme, antica classica estiva per i 3 anni sul doppio km con radici che, con qualche variante nel nome, risalgono agli anni ’50 (la prima edizione nel 1953, vinse Empire con Sergio Brighenti nell’unica edizione sui 2400 metri, poi sul doppio km a parte tra il 1986 e il 1990 in cui si corse sul miglio) e giunto alla sessantasettesima edizione. Sulla strada verso il Derby il Società Terme, seppur declassato a gruppo 3, conserva almeno la sua sistemazione temporale, il che, in questi tempi di sistematica distruzione del sistema, pare già essere un privilegio.
Come da qualche anno a questa parte il Gran Premio sarà intitolato alla memoria del mito "Decione" (soprannome affibiatogli da bambino quando nonno Donatello lo ricompensava con 10 lire per accudire i cavalli) Vivaldo Baldi che corse, e vinse, fino a 80 anni inoltrati, dando spettacolo e rendendo ogni corsa una sfida, sia in Gran Premi sia in corse di routine ("Per me corse di milioni o di centesimi son sempre corse. E' uguale. I soldi e li 'onto dopo" ...); peraltro l’ultimo Gran Premio corso da “Decione” fu proprio il Società Terme (che aveva vinto con Mincio nel 1962 e con Eliano nel 1985) con l’outsider Antonyjunior Luis che in retta si lanciò all’attacco del leader Antares Rob scatenando il tifo del pubblico della sua Montecatini, sul palo fu secondo (miglior piazzamento nella carriera di Antonyjunior) ma diede ugualmente spettacolo alla corsa con un cavallo affidatogli da Pino Di Caterino che era un outsider eppure noi toscani che eravamo in tribuna, anche se non l’avevamo giocato, facemmo un tifo indiavolato per “Decione” che fece l’ennesimo capolavoro andando vicino al colpaccio a grossa quota. Indelebile nel ricordo del pubblico il coraggio, la passione, le imprese di “Decione”. Una passione per le corse e una vita per i cavalli, tanto che da ragazzino (quando a seguito del terribile incidente scontrandosi con un altro cavallo sulla pista di Prato che quando aveva 11 anni lo tenne sospeso tra la vita e la morte e del quale portò sempre i segni sul volto come un simbolo di una passione sofferta) contravvenne alla richiesta di papà Omero di trovare un altro lavoro e a soli 18 anni fece subito un record vincendo il suo primo gran premio (con Scrivia, a Firenze nel Toscana nel 1942) diventando da subito per gli ippici toscani come Bartali per il ciclismo, ed entrò ben presto anche nel cuore dei napoletani con la tripletta nel Lotteria di Birbone, soprattutto quando vinse il terzo a 10 anni, nonostante tanti acciacchi, con una guidata alla “Decione” che filò il leader Bayard e lo stampo’ con Vivaldo che riuscì contemporaneamente a comandare e a non far sbagliare Birbone che aprì il galoppo subito dopo il palo, ma va anche ricordata la prima di Birbone in cui battè Agrio guidato da papà Omero Baldi e nel dopocorsa il driver Finn disse “Un Baldi si può anche battere, due no”.  Un coraggio quello di Vivaldo che ne fece un eroe che non aveva paura di niente e che non avrebbe mai mollato di fronte a nulla, neanche al secondo incidente che nel 1963 gli distrusse il gomito del braccio sinistro, rientrò in pista l’anno successivo e fu subito un doppio (con Aiace e Mincio). L’ultima vittoria di Vivaldo a 81 anni nell’estate del 2005 a Montecatini con Demimoore, l’ultimo piazzamento sempre al Sesana nell’estate successiva a 82 anni con Fibrosa Op lottando fino in fondo per tentare di battere la leader Fazit, nella stessa estate l’ultima corsa con Glamour Dvs. Morì a 84 anni (era nato nel 1924 a Quarrata) con all’attivo circa 5000 vittorie andando a segno praticamente in tutti i gran premi italiani e portando al trionfo campioni come Birbone, Crevalcore e The Last Hurrah, indimenticabile il Lotteria di The Last Hurrah in cui pressò i rivali di sempre Delfo, che per un certo periodo era stato affidato a lui e di cui conosceva i difetti, e Sergio Brighenti contro il guardrail in un ruota contro ruota che fece sbagliare Delfo, con Vivaldo che rispondendo alla giuria che gli faceva notare l’azione ai limiti del regolamento esclamò “Ma questo un gl’è miha uno sport per donnicciole!”. Paolo Marchi (direttore del giornale toscano Galoppo e Trotto, poi diventato il digitale “Gaet”) disse: “Vivaldo Baldi in corsa dà il meglio di sé stesso, al punto tale che lui in corsa vuole soltanto vincere! E per vincere a volte se c’è un po’ da “appoggiarsi” su qualcun altro lui lo fa, poi dice di no, ma lui lo fa, lui deve vincere! Vivaldo è un uomo che inventa le corse, va in pista senza uno schema preciso, ma in un secondo cambia un clichè di gara, cambia tattica amalgamandosi con il cavallo, lo sente, lo avverte”. Quando aveva 80 anni e correva in una corsa di superminima Antonio Berti gli disse “Ma Vivaldo, uno che come te ha vinto tutto, a quest’età corre in una reclamare con 14 cavalli? E se per caso dovessi cascare?”, e Decione rispose: “E se si ‘asca ci si rialza, e se un ci si rialza amen”. Poche settimane prima di lasciarci (2008) aveva rinnovato la licenza di guidatore perché, a soli 84 anni, non intendeva mollare questa disciplina sportiva che tanto gli aveva dato. Oltre al coraggio indelebili nel ricordo delle corse di Vivaldo la prontezza di riflessi, il senso dell’andatura e la voglia di vincere sempre.
Tra i vincitori del Società Terme Varenne e Giampaolo Minnucci per il training di Jori Turja nel 1998 da leader in 1.15.6. Il record della corsa è stato siglato nel 2014 da favoriti da Stankovic Ok e Enrico Bellei per il training di Holger Ehlert in 1.13.8 in avanti scambiando con Superbo Capar, nel 2015 si sono affermati da favoriti Timone Ek e Federico “Calimero” Esposito per il training di Gennaro Casillo in 1.15.6 da leader, nel 2016 Ubertino Grif e Alessandro Gocciadoro (guida e training) in 1.16.4 con 600 finali scoperti in 42.2 sfruttando l’errore a fil di palo della leader United Roc che era riuscita di misura a respingerlo, nel 2017 ancora Alessandro Gocciadoro (guida e training), questa volta con Von Wise As in 1.14.9 con 600 finali in 42.9 passando al mezzo giro conclusivo per difendersi di misura da Valdivia, l’anno scorso da favoriti Zigolo De Buty e Andrea Baveresi (guida e training) in avanti in 1.15. In vetta all’albo d’oro con 4 vittorie Marcello Mazzarrini, Enrico Bellei e Sergio Brighenti su Roberto Vecchione, Giancarlo Baldi, Giampaolo Minnucci e William Casoli con 3.

Partenti GP Società Terme

N. Cavallo Driver
1 ALBATROS JOY R. LEGATI
2 AYRTON TREB  A. DI NARDO
3 ARGENTOVIVO M.MINOPOLI JR
4 ALRAJAH ONE E. BELLEI
5 ANTONY LEONE G. DI NARDO
6 AURT MEDE SM R. VECCHIONE
7 ALISSA TRIO M. STEFANI
8 ADAM KIRBY COL S. CAPENTI
9 ALCARRO LIGHT L. SCHETTINO
10 AZTECO DEI GREPPI A. GREPPI

 

Zigolo De Buty a segno nell'ultima edizione

Dieci al via sabato di cui la metà (i primi 5 dello schieramento) reduci dal Città di Napoli (vinto dal reuccio della generazione Axl Rose che nell’occasione non ci sarà). Sbagliò sulla curva finale quando era terzo Ayrton Treb che con il 2 si candida al ruolo di battistrada, fu terzo con bel finish dopo aver trovato tardi l’aria l’acerbo ma molto forte Alrajah One che ha il 4, inseguì bene dopo un insolito errore al via il regolare Argentovivo che ha il 3, in corda Albatros Joy che in quell’occasione con l’1 fu compresso e sbagliò imitato all’imbocco della prima curva da Antony Leone (con il 5) che è apparso in ordine nell’inseguimento anche se la pista piccola non lo aiuta come meccanica. Al largo della prima fila Aurt Mede Sm in ripresa.
In seconda fila al 7 Alissa Trio finita bene nell’Elwood Medium mentre gli altri 3 sono tutti a un difficile salto di categoria dopo aver vinto una sola volta ciascuno in carriera: all’8 Adam Kirby Col cresciuto togliendo i ferri, al 9 Alcarro Light sempre nel marcatore in carriera, al 10 Azteco Dei Greppi migliorato in affidabilità.
Ma in analisi e pronostico ci addentreremo nei prossimi giorni.  



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