19/12/2019

Lady Driver del passato, l'intervista di Amario a FRANCESCA MARCHI, una promettente carriera stroncata da un infortunio

Francesca dopo il successo nel Trofeo Lady Driver a Montecatini con Rivalsa Air

di Mario “Amario” Alderici – Una carriera da ottima driver interrotta da un banale ma fatale infortunio quella di Francesca Marchi, classe 1968, toscana docg (nata e vissuta a Pietrasanta) che ha guidato dal 1991 al 2004 con una percentuale successi di oltre il 14% (percentuale su cui ha in parte influito la carta negativa del suo primo trottatore Milario mai piazzatosi in carriera) senza quasi mai guidare cavalli di qualità; ha rinnovato la licenza fino al 2008 nel sogno di poter un giorno tornare a correre, sogno che però non si è realizzato.
Ma partiamo dall’inizio Francesca, da dove nasce la passione per le corse dei cavalli?
Un giorno passeggiando con la mia cavalla da sella di nome Maremma, ho notato un centro di allenamento di cavalli da corsa, era l’Allevamento dei Tigli di Vanni e Duccio Parenti, avevano bisogno di aiuto ed ho cominciato a fare la lad (che a quei tempi si chiamava artiera), era il 1985 e da lì il trotto mi è entrato nel sangue. Dopo una lunga gavetta presi la decisione di diventare guidatore ed ho partecipato con Milario al corso allievi, era la fine del 1990 e le prime corse sempre con lui a fine 1991”.
Che cavallo era Milario?
Era di taglia ridotta, però un cavallino d’oro, affettuoso. All’inizio non lo volevo prendere perchè era piccolino e conciato male ma era un amore e allora l’ho comprato per fare il corso allievi, i mezzi erano quelli che erano ma aveva una testa d’oro, mi ha permesso di farmi le ossa in sulky anche se con pochi risultati, ha fatto tanti quinti posti ma a quell’epoca il marcatore era solo per i primi quattro, ed è stato con me tutta la sua vita”. 
Nel 1995 la tua prima corsa vinta a quota astronomica con una cavalla maiden.
Esatto, Prinsessa Sot che in seguito non ha più vinto, solo quel giorno con me. Di solito non faceva la prima curva, quel giorno al Sesana andai in testa facile e vincemmo altrettanto facilmente, pagando la quota di 455 come vincente”.
Al mare montavi i cavalli a sella, ti sarebbe piaciuto fare il trotto montato?
In quel periodo non facevano le corse al trotto montato ma mi sarebbe piaciuto, in allenamento li montavo ugualmente e anche sul mare”.
Hai radici ippiche?
La mia non è una tradizione di famiglia, però la mia mamma mi ha sempre seguito e accompagnato ovunque. Col tempo ho creato una piccola scuderia a casa curando da sola l’allenamento. I miei cavalli di proprietà sono stati Milario, Nume di Valle, Uppy Roc, Ubara del Ronco e suo figlio Fievel”.

Francesca in sulky al suo primo cavallo, Milario

Qual’è la corsa più bella che ricordi? 
Visto che siamo in tema amazzoni, è stata la coppa Marchesi Antinori lady driver”.
In cui hai vinto batteria e race off contro una consumata grande professionista come Daniela Nobili.
Già, al Sesana il 26 agosto 1998 con Rivalsa Air. Rispetto ai cavalli che solitamente guidavo lei era un po’ più pigra e allora la svegliai con la frusta (cosa che solitamente non facevo) per saltare il cavallo di Daniela in partenza, perchè nei race off andare davanti ha molta importanza. Ci sono riuscita e quella vittoria mi ha permesso di vivere una bellissima esperienza che è stata rappresentare l’Italia nella finale europea insieme alle migliori lady drivers continentali. Nel solito periodo sono stata premiata come miglior allievo della Toscana e sono diventata professionista”.
Qual è stato il tuo cavallo del cuore e quale il più forte?
I cavalli li ho amati tutti, ricordo con affetto Milario però il mio cavallo del cuore (e anche il più forte) è Nume di Valle, un soggetto problematico che prima di arrivare da me aveva già fatto il giro dei migliori allenatori. Quando l'ho preso era zoppo, dal carattere difficile, sbagliava nelle curve, poi l'ambiente tranquillo di casa mia, le mie cure, una ferratura azzeccata e tanto amore l’hanno reso un cavallo da corsa che mi ha dato tante soddisfazioni e, diciamolo, ha vinto anche una discreta sommetta...
Tra le tante soddisfazioni che ricordi di lui?
La riqualifica a cinque anni dato che tutti lo avevano dato per spacciato, poi una vittoria a Montecatini che fu l’unica volta che esultai alzando il frustino al cielo: era netto favorito Ronald Bs che partiva al mio esterno, Nume era il penultimo cavallo del campo correndo in una categoria superiore a quelle che frequentava di solito, ma andai in testa di slancio come sempre. Sull’ultima curva venne via Ronald che mi sopravanzò ma in retta riuscii a rientrargli e vincemmo nettamente. Lì alzai il frustino dalla gioia”.
Il tuo driver preferito?
Ammiro il mitico Enrico Bellei perchè è bravissimo e fa onore alla nostra Toscana”.
La svolta dolorosa nella tua vita e nella tua carriera è stato l’incidente del 2006.
Un incidente fantozziano in paddock con il mio puledro Fievel che involontariamente mi ha schiacciato tra lui e la staccionata. Ho rinnovato la licenza fino al 2008 ma poi purtroppo mi sono dovuta arrendere per i postumi riportati”.
Che vita conduci adesso?
Faccio la casalinga, mi dedico anche al mio cavallo Fievel che è sempre con me e poi ho tanti altri animali, mi piace cucinare, vado in piscina e mi piace viaggiare. La mia è una famiglia semplice, viviamo in una azienda agricola a contatto con la natura”.
Com’è ora il tuo rapporto con l’ippica?
E’ cambiato, mi sono allontanata dagli ippodromi ma la seguo ancora da appassionata, mi manca tantissimo. Ho tenuto solo dei finimenti di Milario e Nume come ricordo. Per me l'ippodromo più accogliente è il Sesana di Montecatini Terme. L'ippica di oggi mi fa tristezza avendo vissuto gli anni belli con le tribune gremite e tanta passione ed entusiasmo, spero che davvero possa ritornare come prima perchè è lo sport più bello del mondo e l’emozione di guidare un cavallo in corsa è davvero unica!
Purtroppo non ti ho più vista al Sesana.
Non ce la faccio, vado ogni tanto a San Rossore perchè mi fa soffrire meno ed è un bell’ambiente anche se non è il trotto (quando c’è stato Varenne a Pisa le corse non le ho neanche viste, sono stata tutto il giorno con lui), ma a Montecatini no, quando sono andata ad operarmi in quella città sono passata davanti ai cancelli dell’ippodromo, ho visto la pista e mi sono commossa”.

 



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