19/05/2023

UN ALLEVATORE DEL MOMENTO

di Filippo Lago

Da tempo ormai i targati “D’Esi” non sono più una novità per il trotto di casa nostra. Tuttavia negli ultimi anni, gli allori classici dell’allevamento di casa Campanelli si susseguono a ripetizione. Una realtà piccola nei numeri ma grande nei risultati e la nostra chiacchierata con Urbano Campanelli inizia proprio dalle origini dei cavalli “D’Esi”.

La sigla “D’Esi”, esordisce Urbano Campanelli, nacque dal territorio nel quale alleviamo i nostri cavalli, la Valle dell’Esino. Si tratta di una vallata vicino a Jesi in provincia di Ancona.

E’ corretto affermare che si tratta di un allevamento dai numeri piuttosto piccoli?

Direi di si. Attualmente l’allevamento dispone di tre fattrici e la media dei puledri è di circa due ogni anno su una superficie di terreno pari a circa otto ettari.

Carlomagno D’Esi uno dei punti di forza del suo allevamento, ma soprattutto quella Primula D’Esi, giusto?

E’ cosi. La storia di Carlomagno D’Esi e in parte anche dell’allevamento nasce da lontano. Mi sono sempre sentito un allevatore e ricordo perfettamente quando, negli anni ’90, mi recai alle aste dei puledri per acquistare una femmina con l’obiettivo di metterla un domani in razza: si chiamava Ovada Dts. Si trattava di una puledra figlia di Bourbon ed Epopea Pl (Marengo Hanover) che ritenevo avesse tutte le caratteristiche genealogiche necessarie per diventare una buona fattrice. L’acquistai, la misi in corsa, e terminata una buona carriera agonistica la ritirai in razza. Tra gli altri, Ovada Dts mi diede Delivery (Sugarcane Hanover) dalla quale Primula D’Esi.

Proprio Primula D’Esi le ha dato grandi soddisfazioni anche in corsa…

Assolutamente si. Una figlia di Faliero AS che mi ha regalato la soddisfazione di avere tra le mani una vincitrice classica avendo vinto il Mangelli Filly.

Primula D’Esi, buona in corsa, eccezionale in razza. Possiamo definirla in questo modo?

E’ proprio cosi in quanto da un lato è stata capace di portare a termine una carriera agonistica ad ottimi livelli, dall’altro si è rivelata da subito una buona fattrice. La sua prima figlia si chiama Bangla D’Esi, una figlia di Conway Hall che si sta ben comportando in Francia. Successivamente è arrivato Carlomagno D’Esi con Love You, mentre incrociata con Nad Al Sheba ha dato Elettra D’Esi ed ora attendiamo con fiducia la qualifica e la successiva carriera agonistica di Fiona D’Esi, una figlia di Vivid Wise AS della quale sono allevatore e comproprietario. Su di lei Mauro Baroncini ripone fiducia.

Rimaniamo su Carlomagno D’Esi. Anche in questo caso ne è l’allevatore e comproprietario. Un cavallo spostatosi anche di recente tra Italia e Francia. Per quale motivo?

Una volta vinto il Gran Premio Italia a Bologna, il cavallo ebbe un momento di appannamento non tanto caratteriale, ma fisico. D’accordo con Mauro Baroncini con il quale vi è un’amicizia trentennale e con l’altro comproprietario (Serena Monghini Antonio n.d.r.), abbiamo optato per trasferirlo in Francia agli ordini di Laurent-Claude Abrivard.

Una parentesi conclusa in quanto il cavallo è stabilmente in Italia…

Si, l’abbiamo riportato in Italia in quanto essendo vincitore di due Gruppi 1, in Francia avrebbe una programmazione ai limiti dell’impossibile. Dovrebbe confrontarsi con veri e propri campioni del calibro di Etonnant per intenderci.

Chiuso il capitolo su Carlomagno D’Esi apriamo quello su Desiderio D’Esi, altro cavallo dal potenziale importante…

Anche lui nasce da una linea femminile fatta in casa. Come tutti sappiamo il padre è Robert Bi ma è sul ramo materno che vorrei soffermarmi: la madre è Tessa D’Esi, una figlia di Nad Al Sheba e Islanda. Quest’ultima nasce da Solar Effe e Money Matters (Sharif Di Jesolo). Desiderio D’Esi non lo vendetti da puledro, decisi di tenerlo e di affidarlo a Mauro Baroncini il quale successivamente mi fece presente un interessamento per il cavallo da parte di un suo proprietario. Facemmo una trattativa al termine della quale lo acquistò Francesco Graziano Biasia al quale vendetti in un secondo momento anche Follia D’Esi, una figlia di Ringostarr Treb sorella uterina di Desiderio D’Esi, ovviamente anche lei alle cure di Mauro Baroncini.

Abbiamo citato Tessa D’Esi quale figlia di Nad Al Sheba, uno stallone in cui crede molto. Per quale ragione?

Essendo molto amico di Mauro Baroncini ebbi modo di seguire Nad Al Sheba fin dal nascere della sua carriera agonistica. Ritengo si tratti di un cavallo importante dal punto di vista della carriera agonistica che ha saputo compiere, e altrettanto importante per quanto ha saputo e sta sapendo fare in veste di riproduttore. Non a caso investii fin dal primo anno con grande convinzione su di lui e Tessa D’Esi pochi lo sanno, è stata la sua prima figlia femmina.

Quel Nad Al Sheba che le ha permesso anche di avere Elettra D’Esi, vincitrice domenica scorsa del Carlo Cacciari Filly. Se l’aspettava di vincere?

In un certo senso si. Anzi, sono convinto che se avesse avuto un numero migliore avrebbe vinto anche il Gran Premio Etruria dove terminò seconda alle spalle della compagna di allenamento El Alamein. Si tratta di una cavalla molto intelligente, che predilige correre di rimessa ma come ha avuto modo di dimostrare, sa ben districarsi anche correndo davanti.

Ci siamo soffermati molto su Nad Al Sheba. Quest’anno però si orienterà su un’altra linea?

Nad Al Sheba è stato e sarà uno stallone importante per l’allevamento tanto che un suo figlio è nato quest’anno e un altro nascerà. La decisione riguardante le coperture di quest’anno, è però ricaduta sulla linea di Maharjah al quale saranno destinate C’Est Moi Bi e Primula D’Esi mentre per Lerici è stato scelto dopo un’attenta valutazione genealogica, Alrajah One.

Un’ultima battuta la riserviamo sul canale di vendita. Non predilige le aste?

No, ormai l’allevamento è piuttosto conosciuto e solitamente non fatico a piazzare i puledri. Non prendo in considerazione l’opportunità delle aste quale canale di vendita per i puledri in quanto preferisco seguire le trattative in prima persona.